sabato 30 luglio 2011

gender right...

A person could be the most compatible to you in the world but because they aren't the 'right' gender you wouldn't go out with them. I belive that love is love. We have the capacity to fall in love with anyone. Fall in love with what's in a person heart not what's between their legs.

 Seya

Shakespeare

Io adoro il teatro. Non sono un'esperta, assolutamente, ma mi piace tantissimo. E adoro gli autori inglesi, primo tra tutti Shakespeare.
A Verona, ogni estate, si mette in scena un ciclo di quattro spettacoli di opere shakesperiane, di cui uno in lingua.
Quest'anno è toccato a Sogno di una Notte di Mezza Estate, Otello, La Commedia degli Errori e The Comedy of Errors.
Io ho visto l'Otello e The comedy.

Tanto mi ha lasciata perplessa il primo, tanto mi sono divertita con il secondo!

Ieri sera ero arrivata nella città scaligera un pò controvoglia, o meglio molto stanca, mi ero seduta sul mio bel posticcino incurante del casino e mi ero messa a leggere in attesa dell'inizio dello spettacolo. Ed ecco che entrano in scena degli attori con il sombrero (spero si scriva così) e magliette delle squadre di calcio europee. Hanno iniziato a suonare musica latina rivisitata, creando molta perplessità.
Poi le luci si sono spente e la commedia è iniziata con questi musicisti che facevano da comparse, creando situazioni comiche e dando una componente musicale alle varie gag.
Una risata dietro l'altra.
L'inglese era piuttosto veloce (è una compagnia inglese) e anche io ho fatto fatica a stare dietro ad alcuni personaggi, costringendomi a guardare di tanto in tanto lo schermo con i sottotitoli, e la fisicità molta.

Passare da un Otello in cui la rappresentazione era molto classica, quasi da scuola di recitazione, e le figure praticamente statiche a questa Comedy in cui ogni movimento era sottolineato da una battuta o un suono, è stato un bel salto!
Altra cosa bellissima: la compagnia inglese è composta da soli uomini! E quindi tutti i personaggi femminili sembrano delle drag queen su tacchi vertiginosi ed hanno atteggiamenti che fanno ridere il populino e sorridere me.
Terza cosa da non dimenticare: La contestualizzazione.

Shakespeare è un grande autore anche perchè le sue opere sono sempre attuali e ieri sera ne è stata la prova il fatto che in due situazioni, in mezzo a due zuffe, siano venute fuori battute a sfondo politico di ovvia matrice italiana. In particolare Antifolo viene arrestato per pazzia da un poliziotto (che sembrava uno dei Village People) e urla in un italiano un pò impastato: "Mi portano in Parlamento!".

Eppure non pensate alla rappresentazione come a qualcosa di poco serio. Ci vuole professionalità anche nella commedia. Far ridere la gente è molto più difficile che farla piangere. Il testo era mantenuto fedele e integro, l'ambientazione era un pò modernizzata, il modo di fare dei personaggi era estremizzato. A volerlo paragonare, ricordava molto Romeo + Giulietta di Buz Luhrmann, anche quello un capolavoro.

L'humor inglese mi era mancato molto. Quando ero in Inghilterra mi ricordo di grandi risate e serate passate tra una gag e l'altra in maniera del tutto naturale. E' un humor particolare che molti, specialmente stranieri, non capiscono e che raramente è volgare. La componente erotica c'è praticamente sempre eppure non viene ma calcata in maniera cattiva, a volte grottesca. O è esplicita o è allegra.
Shakespeare è pieno di doppi sensi eppure quando si legge, si studia o si vede rappresentata una sua opera, specie una tragedia, non si approfitta di questi momenti per alleggerire il tono, e si resta con un profondo senso di pesantezza cui si arriva alla morte finale. Diciamocelo, a Mister Shakespeare piaceva tanto far morire la gente!
Eppure io ho la sensazione che, se avesse visto la rappresentazione di ieri sera, avrebbe annuito soddisfatto.

Quando si tenta un approccio diverso ad un'opera, quando si vuole dare un'idea innovativa di teatro, quando si vuole gettare una luce colorata su un testo, spesso i critici più all'antica, e quelli improvvisati, dicono che l'autore si rivolta nella tomba.
Io credo che ieri sera Will si sia effettivamente rivoltato nella tomba. Sì, ma per le risate!


Seya

PS: questo è il Sito della Propeller Company. Mi sono riproposta di rivederli il prima possibile! Specialmente perchè ho scoperto che hanno fatto il Mercante di Venezia, la mia opera preferita di Mister William Shakespeare.

mercoledì 27 luglio 2011

Mondi

Sempre più mi convinco che le persone, chi più chi meno, vivano in mondi loro. Mondi che si sono costruiti con sogni, desideri, famiglie e lavori. Alcuni mondi sono facilmente adattabili alla realtà, altri lo sono meno.
Gli atleti hanno un mondo che gravita attorno al loro sport e al sostentamento di quello dedicano lunghe ore di allenamento e fatica quotidiani.
I personaggi dello spettacolo vivono in funzione della loro immagine, i business men del loro successo economico, gli stilisti delle loro collezioni.

Ma qual'è il mondo reale?

Quello di E che litiga con i suoi perchè le vogliono vietare di sbagliare e imparare dai suoi errori o quello di Principessa che non si preoccupa di mandare sms a nessuno perchè convinta che le persone che hanno bisogno di qualcosa la chiameranno? O è quello della signora C che per portare avanti le sue idee politiche tutte le mattine spende 30 euro della sua pensione in giornali e manda mail a mezzo parlamento? O quello di Guida, cui stanno facendo un mobbing spietato, che mette tutti i giorni sui piatti della bilancia la sua voglia di cambiare le abitudini e le economie altrui, con la sua salute mentale?O ancora quello di Capitano che nonostante la morte del padre, nonostante i problemi al lavoro, nonostante la sua salute, ti saluta sempre con un sorriso?

Esiste un mondo reale?

Credo che sia un pò un mix di tutti i mondi.
Non è un mondo equo (come può esserlo un mondo in cui il Ministro alle Pari Opportunità si astiene da un voto per il riconoscimento di una minoranza?), non è un mondo giusto (direi che i fatti della Norvegia parlano da soli), non è un mondo solidale. Eppure esiste. Ci siamo dentro, ci camminiamo giorno dopo giorno in maniera instancabile, ci viviamo, ci amiamo.

Forse per mondo non consideriamo altro che quell'Angolo di Paradiso che ci siamo ritagliati e in cui torniamo per avere riposo, affetto e sorrisi, forse per mondo intendiamo una realtà che non ci piace ma che vogliamo provare a cambiare. C'è chi accetta, c'è chi combatte.

Non so bene di cosa o come sia fatto il mio mondo e non so bene se quello che ho scritto finora abbia un senso, però sono fermamente convinta che il mondo reale non sia quello che si vede dal bordo di un trampolino. Forse fa altrettanto paura ma non ti costringe necessariamente a saltare nel vuoto.


Seya

oggi

Ci sono centinaia di cose che vorrei dire ma proprio in questo momento trovo difficile esprimere qualunque cosa. Ho una gran stanchezza addosso e il pensare che domani ho l'ultimo orale della sessione, che devo passare anche se da sempre ho preso la materia sotto gamba, non aiuta.

Ieri sera abbiamo dato il regalo di laurea a E. Una bottiglia di Klein fatta arrivare apposta dall'America e che mi ha permesso di conoscere un signore un pò eccentrico ma molto simpatico.


Principessa ed E dovevano andare via in vacanza una settimana ma il tutto è saltato a causa della litigata tra noi e i genitori di E della settimana scorsa, subito dopo la festa di laurea. Non so bene come mi sento al riguardo. Da una parte sono dispiaciuta perchè so che ci tenevano molto ad andare, dall'altra sono felice, in senso cattivo, perchè era una situazione da cui mi sentivo esclusa.
In ogni caso avrei preferito 10000 volte vederle partire piuttosto di sapere ed essere parzialmente causa del loro restare a casa.


A casa ci sono un pò di problemi e di tensioni e anche se tutti vogliono far finta che la vita vada avanti comunque, si legge facilmente un sentimento misto di sconforto e preoccupazione. Per ora il viaggio in America è slittato, il che significa per me niente vacanze. Non ci sto troppo male però mi dispiace.
Ho deciso di prendermi qualche giorno settimana prossima e rinchiudermi a Venezia senza pc e cellulare. Ho bisogno di disintossicarmi dalla gente.
Non in senso cattivo.

A me piace stare con la gente, mi piace parlare e ascoltare, mi piace soprattutto conoscere ma non posso negare che ci sono momenti in cui tutte le parole che mi giungono, si mescolano in un fastidioso rumore e mi ostruiscono le orecchie. In quei momenti capisco di aver bisogno di un momento di riposo.

Ho sonno.



Seya

lunedì 25 luglio 2011

all'inaugurazione

Tizio ignorante con cui discutevo oggi: "Dio ha creato un uomo e una donna perchè procreassero"
Seya: "Dio ti ha dato un cervello perchè tu lo usassi"



Seya

sabato 23 luglio 2011

e si volta pagina

Ieri la Bottega in cui facevo volontariato ha chiuso e si è trasferita in un'altra zona della città.
Ho addosso una tristezza incredibile.
Tristezza dovuta al trasferimento in sè, alla gestione della bottega nell'ultimo periodo che ha allontanato tanti volontari e clienti affezionati, alla sensazione che qualcosa di magico è finito e non c'è possibilità di recuperarlo.

Ero arrivata in quella bottega da due anni dopo averne passati altrettanti al magazzino centrale, a cui torno ora. All'epoca la gestiva quella che ora è la mia Guida e subito c'era stata grande antipatia per me nei suoi confronti, dovuta soprattutto al suo carattere espansivo e alla sua estrema affabilità. Buone doti, ma per una ragazza di vent'anni chiusa e molto introversa, era come avere a che fare con un mostro.
Eppure ha saputo prendermi.
Non mi ha costretto a nessun lavoro che non avrei mai fatto, come ad esempio la cassa ed il rapporto diretto con il pubblico,  e mi ha fatto ragionare su cosa significa far parte di una Cooperativa e vendere Commercio Equo e Solidale.
Mi ha dato una bella svegliata, tanto che non so come, sono veramente finita a fare vendita diretta e sono risultata estremamente portata e capace.
Ho scoperto in me caratteristiche che non credevo di avere e sono in poco tempo diventata una delle colonne pensanti della bottega e del gruppo volontari.

Questo però non a tutti piace e la politica repressiva attuata contro Guida, ha anche me e altri volontari sulla mia stessa onda tra le sue vittime.
Il problema è l'essere volontari pensanti e non pecore che, senza porsi domande, fanno tutti i lavori necessari.

Spesso lo si dà per scontato. Si crede che fare volontariato significhi aiutare questa o quella organizzazione e, tutti amici, tutti contenti, si crei un bel gruppo. Non è esattamente così.

Si inizia a far volontariato per ragioni molto diverse tra loro e in ambiti molto diversi tra loro, ma ci sono due correnti di pensiero: Il Volontariato Attivo e il Volontariato Passivo.
Io porto avanti quello attivo, e ci credo fermamente, perchè ho bisogno di sapere perché faccio le cose, in nome di cosa e che risvolti ha tutto ciò. Altri si accontentano di fare il loro turno settimanale perchè ormai così si sono abituati e non si fanno troppe domande, ma ascoltano e seguono gli ordini del gestore di turno.
Ci sono pregi e difetti in entrambi i gruppi ma a quanto pare la mia cooperativa preferisce il volontariato passivo.
Problemi loro!
Io, finché non raggiungo un grado di saturazione tale da impedirmi di andare, continuerò a porre domande e questioni, e magari a mettere la pulce nell'orecchio a qualche altro volontario. Così, tanto per farmi odiare un pò di più!

Però ieri, quando sono entrata nel negozio praticamente spoglio e ho visto le pareti dipinte con coloranti naturali arancio e giallo, mi è venuto un groppo allo stomaco. Mi sembrava che quelle mura, in cui mi sentivo molto bene e protetta, fossero improvvisamente diventate nude e spoglie e non mi abbracciassero più.

Non so se metterò mai piede nella nuova bottega. La curiosità c'è ma la delusione che tutta questa situazione mi ha provocato è molto forte.
Forse lunedì, per l'inaugurazione, vedrò di passare ma di certo non ci saranno né un sorriso sul mio volto, né una lacrima sulla mia guancia.

Seya

giovedì 21 luglio 2011

laurea...

Stavo scrivendo un post sulla laurea di E, avvenuta ieri, ma poi ho cancellato tutto.
Non è stata una festa come doveva essere a causa principalmente dei suoi genitori, che non si sono neanche presentati alla proclamazione (!).
Diciamo che anche Principessa non ha aiutato, visto che la famiglia di E non apprezza molto la sua presenza.
Per quel che mi riguarda, sono arrivata alla laurea stressata come poche volte mi è capitato per tutta una serie di motivi, non ultimi i problemi a casa e all'Università.

E poi c'è l'invidia.

E' un brutto mostro. Un animale verde, viscido e orrido, che ti mangia dentro impedendoti di gioire completamente dei successi altrui.
In me più che invidia, c'è orgoglio. Non so quale dei due sia meglio, in ogni caso.
Sono felice per la mia amica e sono la prima a dire a voce alta "se lo è meritata!" ma c'è sempre il pensiero "perchè non io?".
A Settembre andrò fuori corso la cosa mi rode molto più di quanto voglio ammettere soprattutto perché sono sempre stata abituata a essere la prima a scuola e ai vari test, poi la scelta di restare a Padova.
E' molto dura e richiede una profondità di ragionamento e di astrazione che io non ho, facendomi faticare molto quando mi sembra che gli altri mi passino avanti con facilità.
Sono molto molto demoralizzata ma tutto quello che posso fare è tenere i miei pensieri dentro e mettere un bel sorriso sul volto.
Congratulazioni ad E....

Seya

qualcuno ancora non recepisce il messaggio

martedì 19 luglio 2011

domenica 17 luglio 2011

Redentore

Ieri a Venezia si è festeggiato il Redentore.
E' una festa antica, totalmente veneziana ed estremamente suggestiva. Purtroppo per noi, è diventata anche molto popolare tra i turisti e quindi il terzo sabato di luglio ci sono quasi i numeri del Carnevale.

Si festeggia il voto fatto da Venezia nel 1577 e la costruzione della chiesa del Redentore, voluta come ex-voto per liberare la città dalla peste.
Ogni anno si crea un ponte votivo che dalla chiesa riempie completamente il bacino e il Patriarca benedice le barche con cui questo e' stato creato, augurando anche un buon anno di pesca ai marinai presenti.
Peccato che da alcuni anni il numero di pescherecci presenti sia drasticamente diminuito per dare spazio agli Yacht, per il semplice motivo che portano più soldi e più "glamour".
Poi ci sono i fuochi sul bacino.

Secondo me questa non è una festa da vivere in San Marco, Riva degli Schiavoni o su uno Yacht. E' una festa da celebrare per le calli della zona residenziale.
Quando sono le 19, il sole ancora alto, i condomini iniziano a portare nei campi e nelle calli delle grandi tavolate (tavole di legno grezze e cavalletti), tovaglie spesso bucate e piatti della tradizione.
Ognuno ha la sua sedia e il suo bicchiere, il resto si condivide.
Poi tra le diverse tavolate ci si scambiano i piatti perchè i peocci de 'a sorà Maria sono più buoni di quelli della mamma e el vin del todaro è più fruttato di quello costoso acquistato dal vicino di casa.
Ogni tavolata è decorata con le lucine (che spesso sono quelle degli alberi di Natale) e con lanternine dai colori multiformi, poi nelle vicinanze ci sono le bacinelle piene d'acqua con bottiglie in fresca e gavettoni per i bambini e per gli adulti non cresciuti.

Alle 23 si porta via tutto e si tiene la sedia, e magari anche il bicchiere rigorosamente pieno di vino, ci si siede in canale e si aspettano le 23.30 per l'inizio dei fuochi.
C'è l'ordine per tutti di spegnere le luci (tranne quelle di emergenza) e le musiche durante lo spettacolo pirotecnico e questo rende la serata a dir poco magica.
Poche cose sono più suggestive di Venezia, silenziosa e buia, specchiata sull'acqua che si tinge di molteplici colori.
E non importa se il tuo dirimpettaio ti ha rubato il giornale quella mattina, se le sarde in saor ti hanno fatto venire la nausea o se hai litigato con tuo padre in maniera furiosa solo un'ora prima, si è tutti insieme.
Chi osa fischiare o fare rumore con una trombetta finisce dritto in acqua, senza passare dal via, chi prova a fare fotografie (io ho ceduto e un paio le ho fatte lo stesso) vede la macchinetta o il cellulare in canale.
Finiti i fuochi le luci si accendono e i barconi pieni di ragazzi più o meno brilli ricominciano a sparare musica, la gente balla tra le calli e il vino scorre a fiotti.
Alcuni tornano a casa, altri vanno alle feste.
In ogni caso, la mattina dopo, intorno alle 8, la città è popolata da zombie e fantasmi, stranamente silenziosa e, finalmente, veneziana!

Seya

mercoledì 13 luglio 2011

Personal Math

Io studio Matematica e la cosa mi crea non pochi grattacapi, un pò dovuti alla mia indole, un pò alla mia storia. Eppure dove tutti riescono a vedere solo formule astratte, io ci trovo un qualcosa di reale (che però sembra non piacere ai miei professori, vecchi dinosauri legati all'astrattismo!).

Io credo che le persone siano funzioni che si delineano nello spazio man mano che il tempo scorre e definiscano grafici particolari e caratteristici.

Così come ci sono funzioni periodiche, lineari, simmetriche, derivabili, integrabili, continue, limitate, ci sono persone che amano la quotidianità ripetendo ogni giorno piccoli gesti che le fanno stare bene, ci sono persone che hanno uno spirito grande e forte, nobile, persone che hanno fatto molto e lasceranno molto, ci sono persone semplici e cristalline, ci sono persone che vivono per gli altri e si definiscono tramite essi.

Così come uno spazio è popolato da funzioni che si intersecano e variano una a causa dell'altra, la vita di ogni persona è popolata da tanta gente che influisce, chi più chi meno, sulle scelte e sulle decisioni che ogni giorno si prendono.

Ogni funzione può essere imprigionata in un sistema n-dimensionale nello quale può muoversi solo definendo per ogni asse un andamento ed il punto di origine, il punto principale del sistema ne segna la svolta epocale.
L'origine non coincide necessariamente con la nascita, così come l'asse x non coincide necessariamente con il bene.
Per me l'origine segna il momento in cui si comincia a vivere, qualunque cosa questo significhi.
Tuttavia ciascuno può tracciarsi un personale grafico e vedere di studiarlo secondo la classica scaletta che ti rifilavano al Liceo, quella che, per quanto la ripetessi, ti restava sempre priva di un punto!

Le persone chiare e cristalline sono linee rette che svettano orgogliose nei quadranti in maniera costante e lineare, perfette linee parallele all'asse x.
Le persone in grado di comunicare grandi impressioni, sensazioni, domande, risposte, quelle che lasciano tanto a tanti hanno i grafici di funzioni integrabili, con aree infinite.
Le persone che vivono (negativamente) in funzione degli altri sono derivabili in ogni punto.

E tu che funzione sei?

Per me l'Analisi è un pò come la visita da un medico: se posso, la evito, però qualcosa ho imparato anche io.
Mi piace pensare a me come ad una funzione un pò ostica non necessariamente lineare. Mi piacerebbe avere in me una qualche tangente, magari legata all'umore. Credo che la mia origine sia stimabile nell'estate dei miei 18 anni quando ho iniziato a guardarmi intorno e a dividere le cose che mi piacevano da quelle che proprio non potevo tollerare.

E' bello vedere che ci sono persone che ti hanno segnato tanto da diventare costanti e fanno così variare, forse di poco, ma in alcuni punti in maniera significativa il tuo andamento.

Costanti ce ne sono state, costanti ce ne sono, spero ce ne saranno.

Non so se definirei integrali positivi, indubbiamente però la mia derivata sarebbe sicuramente una di quelle schifezze che speri sempre di non ritrovarti in un compito, e che puntualemente vi si presentano orgogliose e beffarde.
Non credo sarei periodica e in fondo ne sono contenta: non è per me accontentarmi di alcunchè, eppure se imparassi a farlo magari sarei più serena e tranquilla, e forse felice per un periodo maggiore di un attimo.

Se fossi una funzione forse farei ciò che non faccio quotidianamente: volerei libera e spavalda nello spazio matematico.


Seya

lunedì 11 luglio 2011

nomi

Bisogna dirlo, certi genitori vogliono proprio del male ai loro figli.

Stamattina controllavo la posta ed ecco la flash news di yahoo: è nata la bambina dei Beckam e questi l'hanno chiamata Harper Seven.
Ma si può?
Va bene che è arrivata dopo tre maschi, ma non puoi chiamarla Harper, povera bimba! Harper è un nome maschile.
Seven poi! Anche qui, capisco che è il numero della maglia di David, ma ..
Io non ho parole.
Sono perfettamente conscia che il dividere i nomi in maschili e femminili non è poi il massimo visto la società che stiamo creando, però a tutto c'è un limite.

Altro fiocco oggi. E' nato il bambino di un collega salentino di mia madre e i genitori l'hanno chiamato Pasquale Francesco Ippolito.
Anche qui, un pò più lungo? Un pò più complicato? Io ho proposto di chiamarlo Paco ma mia madre sembra non aver apprezzato il gioco di parole (PAsquale francesCO).

D'altronde io poco posso dire.
Mi chiamo Giulia Selene (all'anagrafe solo Giulia) i miei genitori mi chiamano Selengiulia e per comodità mi sono inventata il soprannome Seya (che i miei si rifiutano di usare) per tutti gli altri.
Quando ero piccola mi firmavo sempre Selengiulia o Seya e penso di aver capito quale fosse il mio nome esatto solo una volta fatta la carta di identità. Sono inoltre sicura che buona parte dei miei amici non conosce neanche il mio vero nome.

Certe volte vorrei proprio sapere se i giochini sulle origini dei nomi e sulla loro influenza nella personalità siano veramente affidabili. Con me ci sarebbe solo una gran confusione.

mercoledì 6 luglio 2011

in biblioteca

Dopo una bella giornata di studio, E e Seya prendono le loro borse ed escono dalla biblioteca del Dipartimento.
Questa, la biblioteca, ha due pesanti porte antincendio in mezzo alle quali c'è un piccolo vano. Un corridoio per stemperarsi e passare dal gelo del Dipartimento al caldo torrido del pomeriggio padovano.
Apriamo la prima porta e dall'altra entra un bel ragazzo che abbiamo soprannominato Golden Ass (devo tradurre?). Lo lasciamo passare e ovviamente ci giriamo con facce allupate ad ammirare un certo particolare....
-Non fate quelle facce- dice a voce alta una bibliotecaria che sta uscendo dietro di noi.
Il tipo ridacchia e se ne va per la sua strada lasciando due povere (ma quando?!) fanciulle rosse come peperoni.
Appena uscite, la bibliotecaria si avvicina e con fare circospetto chiede:
-Ma chi è quel bel ragazzo? Lo conoscete?-


..e certo! Lo vengo a dire a te che mi hai appena fatto fare una figura barbina...

Seya

lunedì 4 luglio 2011

a tutto gas

Io ho una grande passione: le moto.
Quelle veloci, quelle potenti, quelle scattanti.
Non so bene come sia nata questo mio interesse, forse dal seguire con mio padre i gran premi la domenica pomeriggio, forse dalla sensazione che ho provato la prima volta salendo in sella, forse dall'idea di non avere un tettuccio che mi divida dal cielo.
La prima volta che sono salita in moto dietro a qualcuno ero su una Yahama 125 (non ricordo il modello) e avevo quindici anni. E' stato subito amore.
Mi ricordo di aver staccato una mano dal fianco del guidatore e di averla alzata in aria, bene aperta, perchè il vento passasse tra le dita.
La seconda volta ero in Florida e avevo la stessa età.
La signora da cui avevo affittato una camera, mi portava tutti i giorni a Sant'Augustine per lavorare e poi mi riportava a casa. Un giorno per motivi che ora non ricordo non è riuscita ad accompagnarmi ed ha chiesto al vicino di casa di portarmi.
Aveva anche lui un gran motore. Di nuovo non ricordo nè modello nè marca eppure ricordo perfettamente la sensazione di fare quasi un'ora di strada con gli occhi verso il cielo e l'aria in faccia.
Sempre questo vicino mi ha potato un altro giorno su una Harley e in quel momento ho capito quanto siano belle queste moto.

Una volta presa la patente mi ero ripromessa di fare anche quella per guidare i miei amati due cicli ma i miei si sono opposti in maniera piuttosto decisa e ancora adesso non vogliono che io mi ci avvicini. Capisco le loro paure e in parte, le provo anche io ma, così come ci sono automobilisti idioti e motociclisti pirata, ci sono quelli bravi e attenti che però sono sfortunati o subiscono l'idiozia altrui.


Sono inoltre convinta che in un territorio come quello italiano, a meno di poche zone, l'uso di una moto particolarmente potente sia quasi inutile.
Ci sono delle zone che in moto possono risultare bellissime come la campagna fiorentina e la valle del chianti, le zone dello Stelvio e magari anche le Dolomiti venete ma sono aree troppo piccole e comunque prevedono una vacanza. L'idea di usare una moto tutti i giorni per spostarsi non è molto comoda visti i consumi e le difficoltà delle aree cittadine.
In territori molto più vasti, in cui è normale fare più di un'ora di strada per andare al lavoro, come l'America e soprattutto l'Australia, l'idea della moto mi attira molto di più.


Orami è abitudine consolidata sedersi la domenica pomeriggio e guardare i gran premi delle tre cateogrie su Italia1. A volte ci si addormenta perchè dopo mangiato, l'assopimento è facile, altre volte si sta con le unghie conficcate nei braccioli della sedia e si urla, incitando i propri beniamini.
Ieri, gran premio d'Italia, Mugello, nuova emozione.
Io sono una Ducatista da sempre e questa mia passione va trasversale con l'amore per alcuni motociclisti.
Da brava italiana (quando mi ricordo di esserlo) tifo Valentino. Credo che ormai tutti abbiano dato una parte di cuore a questo eccezionale talento. Poi però ci sono anche Stoner e Marquez, della serie mi piacciono i velocisti.
Mi piacciono anche quelli con una guida aggressiva, vedi Sic e Iannone, mentre sopporto molto molto poco Lorenzo e Dovizioso.
Inutile, ci provo, ma niente.
Il Dovi mi è già più simpatico dello spagnolo, specialmente come carattere, ma come guida non ci siamo. In ogni caso, complimenti per ieri!
Lo spagnolo, invece, proprio non lo reggo. Non tanto per quanto è successo l'anno scorso in casa Yamaha (lui era solo il front, i problemi erano con quelli dietro a lui) ma proprio per l'atteggiamento di chiusura e sbruffoneria che ha ogni volta che gli si chiede qualcosa.
Una lancia la spezzo per Simoncelli. Mi piace come guida, mi piace la sua spericolatezza, la sua guida potente e aggressiva, un pò alla Spies, ma non apprezzo l'atteggiamento dei commentatori  (Reggiani&Co) nei suoi confronti. E' giusto sostenere i propri piloti, ma bisogna riconoscerne i difetti.
In ogni caso, ho provato ormai più di un anno fa a vedere a casa del mio ex un paio di gare via Sky: si perde metà del divertimento senza i commenti (a volte esilaranti) di Meda e Reggiani, Beltramo e Porta.


Uno dei dispiaceri che ho riguardo questa passione è il non poterla condividere pienamente.
Un paio di volte ho provato a dire, "venite da me a guardare la gara" oppure "possiamo partire dopo le 15.30 che c'è la gara" ma non ho mai avuto seguito, anzi mi sono presa parole.
L'unico che mi capisce è mio padre perchè animato dalla stessa passione, però solo televisiva, gli altri zero.
E' un peccato.

Seya

sabato 2 luglio 2011

Pride Village

Ieri sera si è aperto il Pride Village con la presenza di Luciana Littizzetto e Franca Valeri.
C'era tanta ma tanta ma tanta gente...una cosa impressionante!
Una quantità di etero e famiglie altrettanto impressionante.
Ora, io non ho nulla in contrario con il fatto che gli etero partecipino ad un evento lgbt, anzi, ma potrei avere dei problemi a sentire battute omofobe, insulti e prese in giro.
Potrei averne molti.
Fortunatamente, una volta finiti gli show di Luciana e di Franca la maggior parte se ne sono andati e si è potuto ballare in sacrosanta pace.
Lo spettacolo di Luciana è stato divertente perchè lei è simpatica e molto alla mano, ma niente di nuovo. Se uno seguiva Che Tempo che Fa, aveva già sentito metà delle battute.
Ma si risentono con piacere!
Franca Valeri mi ha entusiasmato molto.
Non avevo mai sentito un suo spettacolo. E' stato molto intelligente e divertente in maniera molto pulita e sincera. Niente battute a sfondo sessuale, niente giochi di parole. Just gag!
Bello bello..

Consiglio: mai bere uno dei Long Island dello stand dell'Anima(locale padovano gay)..o forse non farlo dopo aver bevuto un Rum&Cola e a stomaco vuoto?

Lunedì Nichi Vendola...

Seya