lunedì 17 marzo 2014

Streghe

Da Natale si è risvegliato in me il forte desiderio di leggere e sono diventata una mangia libri.
Non scherzo! mi sono letta quasi tutto Wilbur Smith (che non avrà spessore classico ma è tanto avviincente), Housseini (che è sia sostanzioso che avvincente) e qualche altro libro a desta o a sinistra.
Ho finito proprio ieri Streghe di Lilli Gruber, un saggio a forma di intervista (o meglio, di serie di interviste) sulla condizione della donna in Europa. Credo sia del 2008.
Bello, bellissimo.
Avevo già avuto la possibilità di leggere ed apprezzare la veloce e ironica scrittura della giornalista in Eredità (altro bello da consigliare), ma qui, vuoi per il tema, vuoi per lo stile, vuoi per le voci che ne sono uscite, qui ha raggiunto lo splendore.
Non sherzo!
A parte l'essere andata a comprarmelo (cartaceo, che è meglio per le sottolineature!), l'ho riletto in alcune sue parti e ne ho valutato il contenuto in tempo per la questione della faccenda Quote Rosa in Parlamento.

Io non faccio politica e ho poche idee al riguardo, ma chiare, eppure due parole (banali e ritrite) le spendo.
Sono d'accordo con la Littizzetto che proprio ieri diceva che le quote rosa poco servono e che se uno è pirla, lo è a prescindere di quello che ha nelle mutande (dixit!), eppure secondo me ci vogliono.
Io non sono una femminista o una avversaria degli uomini, anche se in alcuni casi mi sento superiore, però ho la sensazione (percezione?) di trovarmi in una realtà statale in cui il concetto di Vir prevale su tutto.
Vir, non homo.
L'uomo virile, un pò sessista e di strette vedute, anche se vi dirà che le ha ampissime, esiste e comanda.
Lo vedo al lavoro da mia madre, lo vedo in televisione (sia nei film che nei tg), lo vedo in autobus.
E per scardinare questo fantomatico uomo di metallo, io le quote le userei.
Sono d'accordo che una persona di valore arriva dove vuole e si prende il suo posto e il suo ruolo senza sentirsi privilegiato, però credo che in occasione di parità sia necessario rivolgersi a chi è meno rappresentato o comunque visto in maniera meno forte, e quindi la donna.
La cosa però deve andare di pari passo con l'aumento dei servizi, con un maggiore aiuto alle famiglia, ma anche ai single, e con un miglior welfare in generale.
Ma tanto non si farà perchè è troppo importante portarsi a casa 85€ in più in stipendio invece di garantire asili nido, posti letto per gli anziani e rotazioni per medici e assistenti.

Sono disillusa.

Tornando al libro, sono felice ne contastare che le persone che nel mio piccolo ho sempre ritenuto intelligenti (in senso ampio del termine: sia per cultura, che per dialettica, che per idee) esprimono le posizioni a mio avviso migliori, e in modo più convinto.
Uno degli aspitti migliori dello scritto della Gruber è la vastità degli elementi trattati e delle "tipologie" di persone considerate.
Tra i temi ci sono i "classiconi" come l'aborto e i servizi alle famiglie. Tra le persone si spazia dalle prostitute, agli operatori sociali, ai politici, alle persone di spettacolo, alle camioniste.
Io forse avrei intervistato anche un paio di nonne e di nipoti, giusto per vedere le differenze storiche, ma stiamo veramente cercando l'ago nel pagliaio.
Che dire ancora?
Leggetelo e regalatelo.
Ogni donna dovrebbe farsi certe domande.


Seya

2 commenti:

melchisedec mel ha detto...

Leggere fa sempre bene ed è giusto spaziare secondo i propri gusti. Non è escluso che i libri non considerati oggi classici lo possano diventare. Il classico è sempre a posteriori.

seya ha detto...

Vero, però non sempre a posteriori si riconosce come "classico" qualcosa che a noi piace moltissimo!

Seya