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giovedì 18 settembre 2014

Le due vie del destino - the railway man

Colin Firth non ne sbaglia una.
Okay, è uno dei miei attori preferiti, ma non sono di parte se dico che anche nel suo ultimo film dà una interpretazione magistrale di un veterano di guerra inglese in piena crisi post trauma.

La storia è scontata ma poco conosciuta, ovvero il tema trattato (la costruzione della ferrovia nel sud est asiatico da parte dei prigionieri inglesi, sotto la mano dura dei giapponesi) è poco conosciuto, per me proprio sconosciuto, però la trama si scopre facilmente già dalle prime battute.

No vi svelo come si svolge la storia perchè vi lascio il piacere di godere dell'arte di Firthe colleghi, mi soffermo invece a sottolineare quanto mi sia piaciuta la fotografia e quanto abbia apprezzato la scelta del tema.

Con una tematica, la Seconda Guerra Mondiale, trita e ritrita, si è riusciti a estrarne una visione nuova e insolita. Il fronte asiatico (che personalmente non ho mai nè studiato nè sentito) e le sue difficoltà, i prigionieri di guerra considerati schiavi per costruire quella che adesso è una realtà: la grande ferrovia.
A questa ambientazione storica, si è sovrapposta una storia reale e si è scavato nell'anima di un soldato giovane e sognatore che, in seguito alle torture e alle privazioni subite, è diventato un uomo silenzioso e tormentato.
La ricerca di risposte e di una vendetta, l'amore di una brava donna, il supporto di un amico, condiscono il tutto di quei temi universali e cari ai più.

Bello, vale il prezzo del biglietto!

Buona visione!



Seya

lunedì 8 settembre 2014

Io sono un gatto

Il romanzo è stato scritto nel 1905 in Giappone da Natsume Soseki e ha per protagonista un gatto che vive in casa della famiglia di un insegnante di inglese.

La storia non ha un vero e proprio filo conduttore od una trama che evolva nel tempo, però rappresenta lo spaccato della vita di inizio secolo scorso in un mondo completamente da quello vissuto in Europa.

Ci si muove in risciò o vetturine, si indossano kimono, si scrivono haiku e si recita il no.
O meglio, questo è quello che fa il padrone del gatto, strambo personaggio che si crede più colto e versatile di quanto sia in realtà.
Uomo di poche abilità ma tanti giudizi, il professore è circondato da una combricola di amici strani che gli fanno visita continuamente e alterano quelle che sono le sue certezze su una realtà in continuo mutamento.

Personalmente ho trovato la traduzione (non posso parlare diprosa, non avendolo io leto in lingua originale) un pò pomposa e pesante.

La storia è accattivante e il punto di vista anche, eppure finisce in secondo piano quando la palpebra ti cala per i ghirigori stilistici inseriti.
Che poi, 'sto gatto, sarebbe da fargli fare un viaggio di sola andata per Vicenza in alcuni momenti.
(Visentin magna gati!).

Boh, provate a leggere e poi fatemi sapere!




Seya

martedì 19 agosto 2014

Dallas Buyers Club

Dallas buyers Club è uno di quei film che nelle afose serate di agosto, attira una folla variegata e variopinta, tenendola seduta sulle scomodissime sedie di plastica per due ore.
In realtà in dirittura d'arrivo, la palpebra cala e i piedi chiedono pietà, ma voglio credere sia a causa del caldo e dell'orario.

Inizia velocemente, rallenta nel frattempo per far spiegare le dinamiche burocratiche con cui litiga il protagonista, punta un faro silenzioso sulle vicende personali dell'uomo e conclude in pochi minuti.
Il format della storia è già stata vista, quello che mi ha reso particolarmente sorpresa è stata l'interpretazione di Matthew McConaughey.
Abituata come sono a vederlo come il bello del film e più raramente come attore serio e completo (ricordiamo per dovere di cronaca il bellissimo Il Momento Di Uccidere), qui ha fatto tutt'altro.
Magro come un grissino e irriconoscibile, ha dato una prova di grande maestria recitativa, calandosi nei panni di un rozzo ma intelligente texano malato di AIDS che rifiuta la cura a base di AZT e propone, supportato da un bravo e serio medico, una cura più naturale e rinforzativa.
La storia affonda le radici nelle vicende di una persona relamente esistita e che con i suoi sforzi, e quelli di anche qualche altro malato, ha permesso di rivedere la diagnosi sui malati di HIV.

Non parlo oltre della trama, anzi, invito tutti a vedere il film, anche solo perchè abbiamo nella stessa pellicola due Oscar, Matthew e Jared Leto, quest'ultimo grande amore della mia vita (almeno a livello platonico) fin da Alexander.



Seya

martedì 29 luglio 2014

Fuochi d'artificio

Ammetto di essere partita prevenuta ma di essermi convinta sapendo che io, con Guida e i Volontari, sto da dio.
Destinazione: sagra di Rovolon, sui Colli Euganei.
Situazione: sagra di paese, moderatamente popolata, cena rustica e buona, anche se un pò scarsa di porzioni e tanta birra.
Sorpresa: i fuochi d'artificio!

Era segnalato uno spettacolo pirotecnico e si sapeva che ci sarebbe stata una bella scena in cui natura, notte fonda e fuochi colorati avrebbero creato un quadro unico.
Ma non mi aspettavo una scena come quella poi vista.

Il profilo dei Colli, gli alberi nella immediata vicinanza, la notte scura e lampeggiante per l'imminente temporale.
E i fuochi a pochi metri.
Dritti sopra la testa.
Io con la testa completamente ruotata all'indietro per poter vedere tutte le luci.
La bocca spalancata e le braccia incrociate a trattenere i brividi.
La musica in sottofondo.
Una sensazione ineffabile di piccolezza.

Da riproporre l'anno prossimo.




Seya

giovedì 3 luglio 2014

Talento Innato

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Le regole del Premio sono:

1) Utilizzare il logo (girate gli occhi a sinistra)
2) Menzionare chi vi ha nominato…Mel!
3) Nominare 10 Blogger, nei quali scorgete la dote del Talento, notificando loro la nomination… Ognuno è libero di accettare o rifiutare, ma risparmiatemi                                 eventualmente “recusazioni” di carattere cattedratico. Si tratta di un gioco. Visto                         però che io non seguo le regole, lascio totale libertà a chi legge di partecipare e                         giocare, se ciò gli aggrada. Ammetto che però di alcune persone sarei curiosa                           di leggere gli scritti...Sì, Amedeo, parlo di te!
                                           4) Rispondere alle domande.


Prima di partire con i quesiti però ci vuole una piccola prefazione.

Io scrivo, e con "scrivo" intendo proprio storie, racconti e diari, più o meno da quando avevo sette anni. Era nata come emulazione di Cugina per la quale, anche se non mi crederà mai, ho un'attenzione particolare. All'epoca, lei adolescente, partecipava a concorsi amatoriali e scriveva storie che io non capivo.

E ancora ho alcuni dubbi su dei passaggi.

Ho continuato senza mai rendere nota questa mia inclinazione praticamente a nessuno. Ovvero non faccio leggere le mie cose. Mai. A nessuno.

Sono cose mie su cui nessuno deve metter parola.


Chiusa la prefazione, ecco le mie risposte.


1) Quando hai capito di amare la “scrittura”? Quando, una mattina, di molti anni fa, mi sono svegliata pensando a come rendere un passaggio di un racconto che all'epoca era in piena gestazione. Era come un attacco d'ansia, in senso buono. Non vedevo l'ora di attaccarmi ad un pezzo di carta (ebbene sì, solitamente, elaboro le prime cose a mano e poi nel trascrivere a pc faccio alcuni cambiamenti) per buttare giù mie idee.

2)Ti ispiri mai alla tua realtà? No, o meglio non nel generale. Magari alcune scene o alcuni "background" sono legati alla mia realtà, ma in generale vivo in mondi completamente diversi dove, oltre ad avere il corpo di Nicole Kidman, ho il carattere di ferro di Frida Khalo e la vivacità intellettuale di Philippe Daverio. Scherzi a parte, non scrivo mai in prima persona e mai di me, ma tendo ad identificarmi con alcuni particolari personaggi. Inevitabile.

3)Se potessi partecipare e vincere una competizione letteraria o fotografica importante, quale sarebbe? Il giorno in cui parteciperò ad un concorso letterario, potete tranquillamente chiamare il 118 e rinchiudermi a Villa Tigli (Manicomio) perchè avrò dato di matto.

4)In cambio di una ingente somma di denaro, riusciresti a realizzare qualcosa lontanissima dalle tue corde? Leggi risposta precedente.

5)Ami sperimentare? Decisamente sì, in ogni ambito della mia vita.

6)Offri qualcosa di inedito alle persone che ti seguono e credono nelle tue capacità? Se parliamo di blog, mah, credo che l'unica cosa che io trasmetta sia uno scorcio su una piccola vita. Se parliamo di storie, il desiderio di trasmettere grandi ideali e soluzioni geniali ai problemi della vita è offuscato dalla incapacità (vigliaccheria) di pubblicare.



Seya

lunedì 9 giugno 2014

cocoloco padova

Ieri ho partecipato alla mia prima partita di wheelchair hockey, hockey in carrozzina elettrica. Era una dimostrazione, in quel della foresteria.
GiC, il ragazzo a cui faccio ripetizioni, ha iniziato a praticare questo sport a Ottobre, riadattando la sua carrozzina da città e mettendoci tempo ed entusiasmo.

La partita è una gara di autoscontri.
Divertente ed entusiasmante, i ragazzi dimostravano voglia di partecipazione e grinta, correndo dietro la palla e spingendola con la carrozzina o con le mazze (chi può brandirle) verso la porta avversaria.

La squadra di GiC è mista, sia ragazzi con disabilità fisica dalla nascita, sia ragazzi che in seguito a incidenti di diversa natura, si sono ritrovati in carrozzina.
Eppure fanno gruppo.
Merito dell'allenatore (molto interessante dal punto di vista fisico, tra l'altro) che ha voluto che i ragazzi fossero uniti e facessero cose insieme.

E sono i campioni nazionali.

questo il sito della squadra

Molto orgogliosa del mio GiC!!


Seya

domenica 4 maggio 2014

invidia

Sto morendo di invidia. Non scherzo, proprio da rodermi dentro.
E' proprio vero che tutte (okay, forse non tutte, ma parecchie) fortune vanno a chi non se le merita.

"E", la mia amica (conoscente?) di matematica che si era trasferita a Trento per la specialistica e poi si è fatta sei mesi a Singapore, ha ottenuto un dottorato di 5 anni in Svezia.

Non sono gelosa del dottorato. Non è una cosa che mi interessa e l'argomento è tra i più noiosi (anche se redditizi) esistenti.

Sono gelosa della Svezia.
La Svezia è bellissima, civile, pulita, libera, serena. Con dei ritmi cadenzati e ben chiari. Persone gentili e disponibili e architetture da fiaba.
Per non parlare della natura.

Sia chiaro, dal punto di vista meritocratico e di voto/punteggio se lo merita, anche parecchio. E' proprio la persona che non..non è giusto!
Mi rodo, mi rodo da matti!

Finchè era a Trento l'ha fatto esare a tutti, prendendosela perchè nessuno è mai andata a trovarla (a parte la sottoscritta, e a parte il capodanno lì trascorso).
Poi a Singapore grande rabbia perchè nessuno si faceva vivo online.
Adesso cosa fa?
Che sia la volta buona che impara che le persone non le deve far sentire contrette o in colpa per ogni cosa, o peggio ancora che non fanno?
Non credo proprio.
Non è cambiata in 6 mesi a Singapore, non cambierà a Goteborg, dove si è molto più europei, anche se cinque anni sono parecchi.
Rigida, dura e seria. Praticamente una stalattite.

Riempirà conoscenti e quei pochi rimasti di foto e commenti, facendo morire di invidia quanti non si possono godere la bellezza del sole a mezzanotte e di senso di colpa chi non avrà la possibilità di andare a trovarla o rispondere ai suoi messaggi.
E quelli che resteranno qui si mangeranno le mani, sentendosi dei perfetti idioti perchè non sono riusciti ad ottenere i suoi stessi successi e sono alla disperata ricerca di un lavoro o di un briciolo di felicità.

Uffa!

Poi, alla fine, la cosa non mi interessa. Non ci parliamo da quasi un anno con buona pace da entrambe le parti. Però non posso smettere di pensare che non è giusto.


Seya


PS: la notizia mi è arrivata tramite Angioletto, altro che si meriterebbe 'na scarpata in fronte.

venerdì 25 aprile 2014

Le massime della mia insegnante di russo

ты можешь быть с частливой, только надо очень сильно этого хотеть.
Tu puoi essere felice, solo occorre (avere) molto forte il desiderio (di esserlo).


человек должем быть уверен в себе, должен умегь постабить на карту всё для того, чтобы мечта стала пеальностью.
Un uomo deve essere sicuro di sè, deve saper puntare sulla carta (poker) tutto, perchè il suo sogno diventi realtà.


-все женшины одинакавы-
-нет, женшины разные, просто нам нравятся похожие женшины-
-Le donne sono tutte uguali-
-No, le donne sono diverse, semplicemente a noi piacciono simili-


счастье похоже Hа короткое письмо от любимого: читается быстро, а заканчивается ешё быистрее...а слова так и остаются словами, а не реальчостью.
La felicità è simile ad una lettera breve da parte dell'amato: si legge velocemente, e finisce ancora più velocemente..e le parole così rimangono (solo) parole, mai realtà.



Seya

sabato 19 aprile 2014

I love shopping... di libri

Chi di voi non ha letto la collana I love shopping? *Mani che si alzano da tutte le parti*.
Scherzi a parte, venire in Foresteria a me piace un sacco.
Basta nominare la località perchè io inizi a dormicchiare e sospirare pensando a quanto potrei leggere, dormire e mangiare. E cucinare!

Stamattina ho deciso di fare due passi, ma proprio veloci veloci in centro al paese. Dovevo prendere un regalino per Medico che, ormai un mese fa, ha compiuto gli anni.
Dopo la commissione, sono entrata nella purtroppo unica libreria del posto e mi sono smessa a spulciare.
Un pò di tutto, alcuni best seller e tanti libri religiosi.
Ho ordinato "streghe" della Gruber con l'idea che i 10€ del libro preferisco darli a loro piuttosto che ad amazon, ho letto le qurte di copertina di tutti i libri presenti, non religiosi per lo meno, e alla fine da una pila di libri ne ho scelto uno da comprare.
Rileggendo i titoli e scegliendo la mia preda mi sono resa conto di due cose:
a) io detesto comprare qualunque cosa (specialmente abbigliamento) ma comprerei vagonate di libri, e lo farei anche se non temessi una lenta e dolorosa (credo per scuoiatura) da parte di mia madre, altra fanatica di libri ma più concreta di me sugli spazi della nostra unità abitativa;
b) che amo generi estremamente diversi.

La rosa dei candidati variava da un saggio sulla storia antica ("In principio fu Troia") a un libro sulle religioni (Una sorta di "da dove vengono i credo del mondo"), passando per Murakami (quanto mi piace) e per una guida sulle casate reali europee (sia mai che mi trovi un principe, o una principessa).
E li avrei comprati tutti, con la buona volontà di leggerli tutti...un giorno.

Ma visto che tra Foresteria, Cà e Padova sono piena di letture, anche importanti, che non ho ancora portato a termine (o alla luce), mi sono limitata al sequel di "Educazione Siberiana", "Caduta Libera".

Ebbene sì, in una libreria religiosa ho comprato un libro che parlo di violenze, omicidi e mafia.
Ma il prequel è così bello!



Seya

lunedì 7 aprile 2014

Spring Awaking

Spring Awaking è un'opera teatrale di tale Frank Wedekind che il Teatro Goldoni di Venezia ha presentato la settimana scorsa in versione musical.
Allegro e frizzante, un pò retro ma con buon aggancio al moderno, racconta le vicende di un gruppo di ragazzi (anni 50-60??) alle prese con il sesso.
In una società in cui istituzioni e famiglie sono chiuse e poco liberali, i ragazzi si rivolgono domande e dubbi e si confrontano con le pulsioni che tutti i giorni agitano i loro animi.
Alla fine della storia, uno dei ragazzi si uccide perchè dilaniato dallo scontro giusto/perverso che è nella sua mente, un altro convince l'amico che l'amore omosessuale è divertente quanto quello eterosessuale, una ragazza è vittima di violenze paterne ma sta zitta per non finire come l'amica, allontanata di casa per vergogna, e una, ingannata dalla madre che non le ha mai spiegato nulla sul concepimento, non solo resta incinta, ma muore durante un operazione di aborto clandestino.

Al di là della storia e della oggettiva bravura dei ragazzi (cast molto giovane e dinamico) che hanno cantato dal vivo (con musica dal vivo) per due ore con salti e balli, la questione resta spinosa nel passato come oggi.

Ho sempre più la sensazione che la sessualità venga presa troppo seriamente fino ad una certa età (8-10 anni), poi alla leggera (fino ai 20-25) per tornare ad essere seri e contriti al riguardo superati i trenta.
Eccezioni escluse ovviamente.
Si pensa che i bambini debbano essere protetti e rassicurati (ma fino a che punto è una protezione e dove diventa un inganno?) che il mostro con un occhio solo (citazione "Runaway bride, ndr) non si occupa dei fanciulli, poi si passa alla fase "oh, mio dio, è meglio che diciamo subito certe cose ai ragazzi prima che ci portino la figlia della vicina incinta a tredici anni" e si chiudono gli occhi su comportamenti e atteggiamenti che andrebbero sorvegliati (non dico corretti, ma in alcuni casi ci starebbe anche). Poi la palla passa ai ragazzi stessi e le famiglie e le istituzioni non fanno più alcun commento.

Io non ho mai ricevuto una vera educazione sessuale, nè a casa (dove è tuttora un argomento simil-tabù), né a scuola dove le timide lezioni di educazione sessuale erano tutte incentrate sul "non fare sesso, che ti viene la gonorrea".
L'ho sempre vissuta male e la vivo ancora male.
Metà dei miei problemi con me stessa derivano da qui ma non ne faccio una colpa a nessuno.
Anzi, cerco di illuminare gli altri perchè non siano restii al contatto fisico quanto lo sono io.
E in questo mio sembrare mai scandalizzata o molto liberale di fronte alle vite sessuali altrui (della serie, mi sorbisco ore e ore di racconti altrui...mi voglio male!), la percezione che ho è che il sesso sembri il grande muro, il grande ostacolo fino alla prima fatidica volta, per poi passare ad un'allegra ginnastica, e finire a ventiquattro anni a dire "Oh, ma non riesco a vivere senza. Sono proprio una puttana!" (frase che ho sentito la settimana scorsa).
Per dover di cronaca, il mio campione non si limita a persone eterosessuali, ma comprende lesbiche/gay e un transessuale.

Se poi c'è di mezzo una relazione seria, il tutto assume necessariamente una visione emblematica.
E' tutto un ripetersi di "se lui mi lecca lì, non ti scoccia che lo dica?, allora vuol dire che mi ama davvero" e "se mi amasse davvero non vorrebbe mai che io la toccassi di dietro".
Quando si è in una relazione, tutto quello che succede tra le lenzuola è commisurato al più o meno amare l'altro.

Ma quand'è che si raggiunge l'equazione, essere porcelli nella nostra stanza da letto (o sull'amaca, o dove si vuole) non influisce sull'amore che proviamo?

Conosco più di tre persone (facciamo cinque considerando i miei genitori) che risponderebbero "quando si è dei pervertiti", dove la peccaminosa parola ha un'orrenda accezione.
A me fa quasi ridere.

Ho provato a chiedere a più di una persona se stessero bene con loro stesse in generale, ma anche riguardo alla loro vita sessuale, e la risposta quasi totale (dove il quasi è influenzato dalla birra e dal linguaggio colorito di certi miei confidenti) è "Io godo".
Della serie, che domanda fai?
Magari ci serve un altro decennio per arrivare a certe questioni.

Morale della favola, il musical è elettrico e dinamico, piacevole da vedere e ottimo spunto di riflessione su un argomento in cui il cervello è sempre l'ultimo chiamato a testimoniare.


Seya

domenica 16 marzo 2014

Monuments Men

Ieri sera cinema. Ogni tanto ci vuole!
Il film mi ha incuriosito fin dai primi trailer: diciamolo pure, George Clooney sta molto meglio nei panni del regista che in quelli del cinico Dottor Ross.
E poi il tema è abbastanza insolito, o almeno lo è per me che di storia contemporanea (cioè post unificazione di Italia) sono totalmente ignorante.
Al Liceo non ho neanche fatto in tempo a studiare la Seconda Guerra Mondiale. La Prof esterna che ci siamo ritrovati in commissione è inorridita a leggere il nostro programma!
Quindi ogni libro o film che mi permetta di scoprire qualcosa di nuovo, è ben accetto.

Il film di Clooney è leggero ma non frivolo. Racconta la guerra con dettagli comici, al limite del paradossale, ma mai esagerati. Nessuna traccia di volgarità, di esibizionismo o di eccessiva melansagine.
Un film che ti permette di sorridere alle uscite di Murray e inorridire nel vedere dei capolavori bruciare in nome di non so quale ideale onnipotente hitleriano.
Nel complesso si esce dal film scissi: da una parte si ricordano le battutine e si ride di alcune scene, dall'altra la domanda persistente che il film ci rivolge, ovvero se un'opera d'arte valga la vita umana, resta a tormentarti.

Io non saprei dare una risposta sul momento: a livello razionale direi di sì al 2000%, ma poi ci sono anche le paure e le passioni che ci distinguono dai robot con cui fare i conti.
La cosa che più mi martella è la consapevolezza che molte cose non sono cambiate.
Anche nelle guerre attualmente in atto si stanno distruggendo strati e strati di storia. Tutta la cultura mediorientale sta andando in polvere in nome di un potere, più che altro economico, che ha poco dell'umano.
Durante il Natale ho letto Mille Splendidi Soli di Housseini e anche allora la questione mi aveva dilaniato, io che solo a sentir parlare di libri bruciati sudo freddo!

La cosa che più mi spaventa tuttavia è un'altra.
La tecnologia imperante, per quanto utile e bella ci sta rincretinendo. Me per prima, per carità.
C 'è ormai l'imperante idea che non serve andare al museo o alla chiesa (per non parlare delle biblioteche) perchè basta digitare su google il nome di quello che ci interessa ed ecco lì la meraviglia di un'immagina zoomabile, tutta tua, vicina quanto vuoi.
Vuoi mettere vedere la Tempesta del Giorgione comodamente seduta sul tuo letto, magari ancora in pigiama, poterla zoomare e studiare in ogni suo punto senza temere allarmi, guardiasala e turisti?
E' utile e triste allo stesso tempo.
La percezione che l'arte sia sempre lì, a nostra disposizione, senza dover fare la fatica di muoverci e spostarci, oltre che a renderci pigri e mentalmente chiusi, fa sì che la sua distruzione o il suo danneggiamento ci lasci quasi tranquilli.
Della serie, perchè devo preoccuparmi del museo di Bagdad quando basta che cerchi il sito online o qualche altra fonte, attraverso cui posso guardarmelo. E in internet vivrà per sempre.

Non so se riesco a spiegarmi bene o se risulto contorta.
Fatto sta che mi sento contorta dentro per questa mia intrinseca tristezza culturale che mi fa rimpiangere i Grand Tour settecenteschi.



Seya

venerdì 30 agosto 2013

stoccolma

La. famiglia è a Stoccolma! Sì, sono una giramondo..e ne sono più che felice! fosse per me non tornerei mai in Italia ma passerei la mia vita tra aeroporti, bus navetta e visite in città.
Papà è qui per lavoro, al solito, e io e Mamma ci godiamo la sacrosanta libertà e la capitale svedese, nonchè l'umanità e generale cordialità dei suoi abitanti!
Non mi stanno simpatici come gli inglesi, ma ci vado d'accordo!
Sono sorpresa. che tutti parlino inglese anche ad ottimi livelli, dal commesso nella boutique, allo studente per strada, al vecchietto che fa le guide al Palazzo Reale!
Domani vorremmo andare a Skansen, tempo permettendo, poi in serata dovremo andare fuori a cena con gli amici di Papà..che gioia! In realtà sono gentili e cordiali ma l'idea di avere una serata libera per girovacchiare non mi dispiaceva.
Stasera, a parte il fatto che sono stanchina e ho un gran mal di testa, preferisco tare con mia madre..anche perchè lei non parla proprio un grande inglese quindi avrebbe difficoltà a muoversi!
Stasera andiamo a mangiare le polpette di renna! quelle rimbalzine che ti rifilano all'ikea! sono curiosa di vedere se sono uguali!

Seya

venerdì 22 febbraio 2013

il sushi indiano

Questa settimana ho passato un paio di sere estremamente piacevoli in compagnia di Mela e Medico.
Solo noi tre.
Lunedi` sera spritz in un bacaro del centro di Padova, ieri sera ristorante indiano (ed eravamo partiti con l'idea di mangiare del sushi!).

Adoro questi due ragazzi. Sono tranquilli e leali, ma nella loro pacatezza sono delle immense "bronse coerte" ovvero delle piccole pentole di idee folli, biondi entrambi.
E sto bene con loro.
Era un po` che non mi divertivo con altre persone in maniera tanto genuina ma non per questo stupida.
C'`e stato forse uno spritz che ti rende piu` allegra del solito, una maledetta FdM che ti fa ridere a crepapelle e tanta complicita`.
Loro due, tra loro, dovevano sistemare alcune questioni e non mi e` pesato starmene seduta al mio posto mentre loro si scambiavano opinioni, intenzioni e confronti. Si sono scusati per avermi esclusa ma ho scoperto la mia bocca dire, in maniera molto sincera, "se avessi voluto dire qualcosa, intervenire, l'avrei fatto. Ho un'idea al riguardo, ma dovevate parlarne un po' tra voi".
Ed e` vero. Non mi sono sentita esclusa.

E se penso che Medico voleva chiedere anche ad E mi viene un colpo.
Non mi ha fatto niente di male, a parte che si comporta come se avesse una scopa su per il c**o e non capisco il perche`, pero` l'idea di vederla mi fa venire il mal di pancia.
E domani sera ci eravamo accordate per uscire anche con gli altri, i quali hanno tutti tirato pacco.

E io adesso che faccio?

Ci pensero` domani mattina....intanto sorrido pensando che conosco delle persone stupende.


Seya

lunedì 18 febbraio 2013

tempo

Quando torno a casa la sera, in questi giorni, mi sembra che la giornata si sia svolta a rilento. In realta` il tempo corre.

Tra un mese mi laureo.
Tra un mese devo decidere cosa fare della mia vita.
Tra un paio di mesi ci sono gli spettacoli dei burattini.
Tra un paio di mesi bisogna pensare se continuare o lasciare il gruppo.
Tra quattro mesi la scuola finisce e le ripetizioni pure.
Tra quattro mesi bisogna trovare un nuovo supporto finanziario.

Intanto e` tornata E da Singapore.
La cosa ha suscitato in me sentimenti contrastanti.
Sono contenta sia tornata ma forse preferivo il rapporto a distanza. C'e` qualcosa nel rapporto "vicino" tra noi che mi urta: lei e` un po' maestrina, io sono una pigrona; lei e`presente e ci tiene che la gente si faccia viva con lei, io mi dimentico di accendere il cellulare.
Non saprei.
La cosa che ho constatato pero` questa mattina e` che non e` cambiata. Se da una parte questo e` rassicurante perche` so come trattarla, dall'altra mi chiedo che cavolo di esperienza abbia fatto. Forse semplicemente il suo modo di fare e` talmente radicato in lei da renderla immune alle evoluzioni, forse le evoluzioni si vedranno nel tempo.
boh!

Stamattina poi sono riuscita a "sparlottare" anche con Stellina che mi ha subito chiesto, oserei dire a bruciapelo, cosa ho intenzione di fare con Principessa: cercare di rafforzare il filo sottile che ci unisce o reciderlo?
Non ho saputo risponderle.
Nella mia testa le uniche parole che si presentavano erano "non me ne frega un c***o di niente. Vuole ricucire, lo faccia; vuole recidere, recida".
Una sorta di "lasciamo fare a lei" che potrebbe portare a due cose: io finisco per essere la vittima e lei la cattiva oppure io faccio quella che ha sempre ostacolato le sue buone intenzioni e lei e` l'eroina fallita.
In entrambi i casi io avrei un comportamento passivo.
Non mi piace.
E non capisco perche` la mia testa sia convinta che questa sia la cosa migliore.



Seya

giovedì 14 febbraio 2013

Sopa de informaciones

Uh, mamma, che settimana!
Dalla fine dei miei esami il mondo sembra aver accellerato vertiginosamente il suo andamento.
Le dimissioni del Pastore Tedesco, la Campagna Elettorale, il Carnevale, il Brutto Tempo, la Morte di mia Nonna, Sanremo, l'elezione di un nuovo Co-Relatore.
Ad un certo punto stavo per alzarmi su una sedia e, in perfetto stile Mafalda, urlare:  "Fermate il mondo, voglio scendere".

Vorrei commentare tutti questi avvenimenti eppure non sento la mia testa piena di tante cose da dire. Una cosa è certa, adesso ricomincio a seguire questo povero blog in maniera più costante...

..beh, i buoni propositi ci sono!

Seya

martedì 15 gennaio 2013

ritrovarsi

Ieri sera c'e` stata la mitica ripatriata con Mela e Angi. Si e` riformato il gruppo dela V superiore..dopo cinque anni.
Con Mela ho continuato a edermi durante questi anni, di Angi ho sentito le vicende seguendo i social network.

La serata non era partita bene: il posto in cui saremmo dovute andare era chiuso e quindi abbiamo deviato all'ultimo verso un altro in cui nessuna delle tre era mai stata. Ma siamo sopravvissute!

E quindi eccole li`, tre ragazze, coetanee, che piu` diverse non si puo`.

Mela e` sempre stata quella piu` brava tra noi, nel senso di rendimento e di "testa". Non e` mai stata quella da cui ti saresti aspettata un'uscita fuoriluogo, una situazione imbarazzante o una bugia. Limpida e sincera, l'ho sempre considerata la parte migliore di me.
Quella con cui Mamma e` sempre stata contenta io uscissi, quella da cui si andava per studiare, quella da cui si mangiavano cose sane, fatte in casa.
L'immagine che ho di lei a quei tempi e` una ragazza con lunghi capelli biondi, una felpa rosa o gialla, jeans chiari e zaino in spalla.

Angi era quella arrivata in quinta. Quella determinata ma sensibile, talmente consapevole di se stessa da risultare superba, profondamente legata alle sue idee e al suo stile di vita, dall'umorismo sottile.
Era quella da cui ci si aspettava ogni mattina una domanda nuova di matematica o fisica, mente nelle materie umanistiche si trascinava. Quella che abita in centro, ha una macchina sua, ma non te lo fa pesare, e sua mamma ti offre il pasticcio di rosticceria perche` lei non sa cucinare.
Nel vestire e` sempre stata sofisticata ma semplice: pantaloni in cotone, camicia e maglioncino. Poi gli occhiali, immancabili sul nasino e capelli corti, a caschetto, castani e lisci.

Io ero quella inquieta, specialmente in quinta. Insofferente della vita, sognavo di cambiare aria, fuggire. A scuola avevo i colpi di genio, ma anche le cadute di stile! Aiutavo tutti ma me ne stavo sulle mie. Avevo la mia compagnia, avevo il moroso, avevo le mie paranoie da diciottenne irrequieta.
Ero quella che la mattina si buttava nell'armadio e arrivava a scuola con i calzini spaiati, la felpa comoda e i jeans. Gli occhiali da sole sempre in testa e la treccina australiana legata tra i capelli.

Eppure stavamo bene insieme.

Ieri sera eravamo persone diverse. Non necessariamente peggiori, eppure ancora estremamente coerenti.

Mela e` Mela. Perfetta con lo studio, con il fidanzato, alcuni amici con cui esce di sera (i rimasugli della Compagnia) e un lavoro in pizzeria nel finesettimana. Ha imparato a tornare tardi alla sera, ma avvisa. Ha combinato alcuni disastri culinari, ma ha recuperato da brava donna in erba. Ha trovato un equilibrio tra studio e vita sociale.
Porta ancora i jeans, ma ha sostituito la felpa con maglioncini e collane, e i capelli non le cadono piu` morbidi sulla chiena, ma solo tagliati, seri e puliti, sotto le orecchie.

Angi e` ancora chiara con se stessa e determinata. Ha cambiato corso, ma recuperato brillantemente in un altro ambito. Lavora (presso l'Azienda di suo padre) e si tiene in forma con Salsa e Merengue.
Ha sostituito le scarpe da ragazza con i mocassini, ha intrecciato forcine nei capelli e ha sostituito il cardigan rosso con un pullover verde scuro.

Io sono quella che leggete qui. Mi butto ancora nell'armadio e ne esco con una maglia e il gilet nero sopra. Mi trucco e lascio che la mia treccina di capelli mi pesi sulla spalla.
Sono ancora irrequieta, sono ancora sulle mie e ho ancora le mie FdM colossali.

Eppure e` stato bello rivedersi. E` stato bello notare l'affinita` che c`e' ancora, e riscoprire la voglia di sederci attorno ad un tavolo a mangiare un boccone.

La prossima volta, si spera, non dovremo aspettare cinque anni!



Seya

sabato 12 gennaio 2013

I ragazzi del coro

Prima stavo facendo zapping in tv e sono capitata sul programma I Ragazzi Del Coro su Rai5. Mi ha incuriosita e l'ho seguita.

Devo ammettere che era un bel pò di tempo che non vedevo un programma tanto intelligente, curioso e divertente.
Praticamente, un insegnante di musica Gareth Malone interviene nelle comunità inglesi e usa la musica e la cultura come punto di aggregazione e di riscatto sociale.

Nella puntata di oggi, nello specifico, lavorava in una scuola elementare e cercata di attirare alla lettura i ragazzi di sesso maschile. Sembra infatti che dai dati nazionali, le prove di letture dei ragazzi maschi siano molto peggiori di quelle femminili e rasentino l'analfabetismo.

Malone,  dopo aver studiato il problema e scoperto le cause del basso rendimento dei ragazzi, interviene con esercitazioni mirate per stimolarli.

Tra le molteplici cause, vedi playstation e computer, c'è la mancanza di un esempio in casa. La regola base. Se il papà non legge, i figli maschi non leggono. A questo proposito, malone ha fatto intervenire i papà che, pur riluttanti, hanno aiutato, leggendo con i figli e facendoli divertire con imitazioni e ricreazioni fantasiose.

E non si tratta solo della lettura, anzi la lettura diventa il fine.
Ha messo in atto delle attività in cui ripropone le tecniche di guerra dei Romani, facendoli disporre in legione e munendoli di gladi e scudi, per insegnare loro il lavoro di squadra e il fascino della storia; ha portato i ragazzi al mare e ha letto alcune descrizioni marine facendo notare le somiglianze; ha fatto accampare i ragazzi di notte leggendo intorno al fuoco storie di fantasmi per sviluppare la loro creatività resa piatta dalla playstation.

Per ultimo, ha sviluppato la lettura promuovendo il Campionato Scolastico di Lettura: ha diviso i ragazzi in gruppo, ognuno con un libro da leggere in una settimana, al termine della quale sostenevano un test per verificare se avessero letto il libro.
Le prime settimane pochi leggevano ma poi la competizione ha spinto tutti a impegnarsi.
Al termine del mese, tutti i ragazzi sono ampiamente misurati.

Oltre ai lavori a squadra Malone ha messo in atto attività individuali svolte a migliorare le singole pecche.
Quella che ho preferito è stata l'attività della Caccia al Tesoro. Al posto dei rebus e degli indovinelli per arrivare da un punto all'altro, avevano delle indicazioni da leggere uno alla volta a voce alta. "Mai mollare", questa la lezione da imparare.

Credo settimana prossima replicherò!



Seya

domenica 9 dicembre 2012

fortuna

L'altro giorno, correndo per Venezia in preda al ritardo, stavo pensando a quanto sono stata fortunata nella mia vita.
Ho visto molti posti, ho vissuto molte sensazioni.
Non capisco come possano esserci persone che non amano viaggiare e preferiscono spendere i loro soldi in abbigliamento e hi-tech, piuttosto che muoversi.  Angioletto è uno di questi. Ed è uno dei nostri punti di lontananza. Io non capisco lui, lui non capisce me.
Si sorprende che io mi muova, oggi Padova, domani Venezia, poi Firenze, dunque Londra e la Spagna. Per lui sono sempre in giro.
Mi chiede come io faccia visto i costi. Poi mi mostra la camicia nuova e mi dice di essere stato fuori a cena e poi disco con Al e amici.
Gli faccio notare la differenza, eppure mi sembra non capisca.
E alla fine, eccoci qui, diversi eppure entrambi convinti di essere fortunati.

La mia fortuna, le mie avventure.

Ho visto l'alba, la prima, dalla spiaggia australiana, ho nuotato nella barriera corallina, ho vissuto la libertà di San Francisco, e mi sono immersa nella frenetica notte di Miami.
Ho odorato le spezie di Les Lafayettes di Parigi e il profumo delle rose dei giardini a Versailles.
Ho corso in giro per Londra e mi sono addormentata sulla terra rossa della Spagna.
Ho navigato per i canali di Cambridge e passeggiato lungo l'Arno, la Senna, il Tevere, il Brenta, il Danubio, il Tamigi.

Poi torno a casa e mi sento sempre più piena. Mi convinco che non potrei mai emozionarmi più di così.

Poi entro a San Marco.

Un giro veloce, una visita turistica, panoramica, molto poco seria e accurata.
Eppure sempre così profonda.

Adoro i mosaici in vetro dipino nella genesi, nell'atrio, e le tessere in foglia d'oro dell'arcata principale.
Le storie della Bibbia in perfetto ordine, raccontate in maniera intuitiva e precisa.
Prima della venuta di Cristo i simboli, dopo le figure antropomorfe.
Una moltitudine di colore, quasi mostrosa se messa a confronto con la semplicità e naturalezza della cripta, tanto bassa da costringermi a tenere la testa piegata.

Ho toccato le colonne in avorio, cesellate, del baldacchino; ho seduto sulle sedie della navata principale, ho percepito l'odore misto di incenso e cera dell'altare.

E poi la Pala d'oro, girata verso il pubblico per le celebrazioni dell'Immacolata. Le colonne. I mosaici del pavimento, splendidi giochi geometrici in marmo e pietra dura.

Uscendo ripensavo alla fortuna di poterci tornare per Natale ed assistere alla messa di mezzanotte.
Credevo che la serata sarebbe finita con quell'emozione e sono rimasta senza respiro.
Nevicava.




Seya

giovedì 6 dicembre 2012

Csaba

L'altro giorno (a dire il vero era Domenica scorsa) ho acceso la tv poco prima di pranzo e mi sono vista Realtime. Nello specifico, un particolare programma di tale Csaba della Zorza.
Mia madre, la cui cultura in tema è quasi spaventosa, mi dice che la tizia in questione è una signora di casata che si pronuncia di stile e insegna a cucinare.

Il programma di per sè non è diverso da uno dei cento programmi di cucina che attraversano la tv, quello che cambia è il tono della tizia.
La signora, nella fattispecie, veste con gonne anni Cinquanta, usa un trucco acqua e sapone e parla come si stesse riferendo ad un povero idiota, sussurrando parole e "bacchettando" con affetto quanti prestano poche attenzioni.
"In cucina bisogna fare attenzione!" dice lei per poi sorridere con una delle espressioni più plastiche che io abbia mai visto.
Poi si rivolge ai suoi quattro figli, anche loro inglobati nel format e che, ovviamente, non hanno dei nomi "standard" (o magari lo posseggono ma non viene usato) e risultano rispondere ai nomi di Dodo, Jakie, Lily e Non-mi-ricordo.
Questi poveri bambini, che sembrano usciti da una rivista burberry-under-ten e che rispondono alla mamma con un mesto "sì, mamma/No, mamma" (che io ho sentito dire per l'ultima volta quando avevo dieci anni e guardavo l'ennesima replica di Pollyanna, o qualcosa di simile), aiutano la mamma a dosare gli ingredienti (già precedentemente pesati) o dispongono i biscotti e i cupcakes (che lei chiama "LE" cupcakes..ma quando mai?!)  sulle alzate (che tutti hanno in casa!).
Poi ovviamente, uno dei bimbi combina un guaio e la mamma lo riprende con uno stucchevole:
-Oh, Dodo, che pasticcione che sei! non si fa così. No, no-
Al che il bimbo si allontana dalla scena e la tizia, guardando dritta in telecamera, afferma:
-I bambini sono un pò maldestri. Ma si divertono tanto. Questo può essere un ottimo momento da passare con i vostri figli. Si divertiranno tanto-
Ma certo, perchè tutti hanno una cucina all'americana limpia e brillante, che repelle lo sporco, un kenwood pronto all'uso con tutti gli optional per montare qualunque consistenza, e sopratutto quattro figli che ti rispondono "No mamma" o "Sì, mamma".

Poi la scena si sposta in salotto, tutta arredata per Natale (e non è ancora passata l'Immacolata, quindi avere l'albero già pronto porta sfiga, tié!), il caminetto acceso e i bambini seduti per terra, su una coperta, ognuno con un orsetto.
-Il momento della merenda è un momento speciale per ogni bambino. Prendete una coperta e stendetelo in un angolo tranquillo della sala, creando un ambiente magico e intimo, in cui i bambini possano rilassarsi per mangiare qualcosa e riposare prima di riprendere le loro attività-
Ovvero distruggere casa, impolverare le stanze e distruggersi i giocattoli reciprocamente.

La puntata si conclude con la tizia che ripercorre le ricette fatte e le idee proposte.
E tanti ringraziamenti a inservienti, babysitters, truccatori e cuochi vari.




Seya

sabato 24 novembre 2012

Andrea

Ho volutamente lasciato passare alcuni giorni dal fatto per commentarlo.
Avrei potuto fare come tutti gli altri fatti: informarmi, farmi un'idea e lasciarla al parlato.
Stavolta ne scrivo qui.
Ho evitato l'ashtag #ioportoipantalonirosa su twetter o l'avatar total-pink su FB, ma non perchè la vicenda non mi tocchi.

Inutile che ripeta cos'è successo.
Leggete un giornale di alcuni giorni fa e saprete tutto.
Su quelli di oggi non troverete nulla, o comunque poco, perchè come tutti i fatti importanti ma scomodi, "scade" in 24h.

Non starò qui a ripetere il solito "mi spiace", il solito dito contro famiglia/amici/scuola, il solito brontolio da "non doveva succedere".

E' ovvio che mi dispiaccia e cui tutti ne sia rimasta ferita.
E' ovvio che ci siano colpe anche a livello familiare, scolastico e sociale.
E' ovvio che non sarebbe mai dovuto succedere.
Ma piangere adesso non serve a nulla. Sarebbe servito dare un sostegno prima, chiudere una pagina FB, ovvia opera di bullismo, creare un punto di sostegno per un ragazzo solo.

Piangere adesso serve poco.

L'unica vera azione che mi viene in mente è portare il mio sostegno ad altri ragazzi che mi sono vicini, dire loro "io non ti giudico, tu per me non sei diverso", e al contempo educare chi mi circonda, anche con gesti stupidi.
Girare la testa o lasciar correre chi dice "finocchio", "frocio", "ricchione" non è più tollerabile.
Educare una persona significa avere nella società una persona in meno che si sentirà libero di ridicolizzare gli altri.

Nella vicenda sembra sia implicata un'insegnante che si è permessa un'osservazione, forse neanche la prima. Ora, io non so se fosse una ripresa, un commento negativo o una battuta. In ogni cosa è un'azione scorretta.
Tu, insegnante, ti meriti un Vaffa con i controfiocchi. Sei figlia di ignoranza e il tuo voler ricoprire il ruolo di educatrice rende la tua ignoranza assolutamente miserabile.

Forse a causa della settimana "religiosa" che ho passato, mi è venuta una riflessione.
Tra le poche cose che so di Dio è che egli ci ha creato a sua immagine e somiglianza. Mi risulta inoltre che egli sia perfetto e assoluto. La somma di queste due proposizioni ha un'unica ovvia conseguenza: ognuno di noi è perfetto così come nasce.
Ma a quindici anni ci si interessa a Dio e alla perfezione?
Non lo so. Non lo ricordo.
Forse però una parola positiva avrebbe potuto fare la differenza.

Ora le cose si sgonfiano. Nessuno ne parla più.
Spero solo che non passi l'ultima versione che ho letto: sembra che il nonno del ragazzo abbia fatto delle dichiarazioni per cui il nipote non è mai stato omosessuale, era vittima di bullismo però innamorato di una ragazza.
Vorrebbe l'istigazione al suicidio con la condanna per diffamazione.

Spero non passi questa tesi perchè sarebbe come ucciderlo di nuovo.

Negare l'omofobia che è dietro alla sua morte è come negare la sua natura.
Non si può permettere.

Il nostro diritto penale non ha bisogno dell'ennesima condanna per diffamazione, ha bisogno di una legge contro l'omofobia e una prima condanna per omofobia.
E' necessaria per rimetterci al passo con tutto il mondo, per correttezza e giustizia verso il ragazzo e quanti come lui hanno perso la vita.
Ma anche per tutti quelli che sono vittima di bullismo.

La società non cambia dopo una fiaccolata.
La società cambia con un progetto chiaro e continuativo.

Ora come ora, la società, anche se mette gli occhiali, non vede l'uguaglianza ma solo la diversità.


Seya