Il mio corso di spagnolo serale è finito ieri.
E già non so come trascorrere le mie serate.
Oddio, poter stare un attimo in casa e andare a doormire presto, non mi spiace di certo.
Però adesso ricomincerà il balletto delle uscite e del vedersi che, per quanto mi faccia piacere, a volte mi rende antipatica perchè un orario per uscire, vedi le 22, che per Angioletto e co è normale, per me è la morte.
Io a quell'ora devo già essere con un piede in camera da letto se il giorno dopo voglio essere vagamente vigile sul lavoro.
Lavoro..
Mah, mi sembra che questo periodo io sia più lamentosa del solito! La verità è che qui posso sfogarmi, fuori mia madre o chi per essa, mi fermano, stoppano, si intrufolano e non mi permettono di concludere un ragionamento.
Poi hanno anche troppa pazienza, eh!
L'ultima del mio Capo è che "siamo in Italia, scriviamo in italiano" anche se il cliente in questione è austriaco. Proprio un modo progressista di pensare.
La Strana invece è in agitazione perchè cambiano le etichette (notiamo la serietà della questione) per le spedizioni.
Fosse per me cambierei il modus operandi da zero. Ho anche un paio di idee concrete e le scrivo nel quadernino man mano che prendono forma.
Il problema è a chi proporle.
Il mio Capo non è assolutamente in grado di capirle.
Il suo Capo non mi dà minimamente attenzione.
Il Gran Capo è carino e gentile con me ma, per quanto buono, è proprio svampito!
Devo capire come muovermi.
Intanto leggo e vado avanti.
Al momento sul mio comodino, o meglio sulla mia scrivania, c'è A sud del confine, a Ovest del sole di Murakami. Bello!!!!!
Spesso davvero mi sento come se gli altri mi parlassero in una lingua che non conosco....L'importante è saper parlare la propria e che gli altri imparino la mia!
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giovedì 24 luglio 2014
venerdì 23 maggio 2014
frustrazione
Il lavoro, o meglio lo stage, procede.
Alcune cose si stanno chiarendo e alcune pare stanno trovando una risposta. Tengo le orecchie aperte e gli occhi spalancati ma non cedo troppo sugli orari, primo perchè non ho la copertura inail oltre le 18 e lavoro in un magazzino pieno e popolato di macchinari, secondo perchè faccio lavori ripetitivi e noiosi, oltre che meccanici e alienanti e se non stacco, poi fondo.
Invece domani è il mio compleanno e lavoro in aeroporto. Primo turno con Cugina come capo.
E' anche il suo compleanno.
Le ho proposto di presentarci con la torta-cappello...
Sto pensando di proporre un cocktail facile e veloce per domani sera ma sono un pò scazzata.
Ho voglia di lamentarmi.
Mela torna da Milano per le elezioni e mi ha chiesto (prima di sapere del lavoro) di trovarci dopocena con suo moroso perchè vuole cenare con i suoi.
Sono stata zitta ma avrei voluto risponderle: "è il mio cazzo di venticinquesimo e ho avuto una settimana del cazzo, puoi mica trovare del tempo solo per me?"
L'uso di volgarità dovrebbe far capire quanto mi sento frustrata.
Angioletto mi ha proposto di andare a cena a casa sua con i suoi genitori lunedì. L'ultima volta che ho cenato lì, ho rischiato un colpo di allergia.
Non so che fare...
Intanto riprendo il lavoro sperando che le 18 arrivino presto.
Seya
Alcune cose si stanno chiarendo e alcune pare stanno trovando una risposta. Tengo le orecchie aperte e gli occhi spalancati ma non cedo troppo sugli orari, primo perchè non ho la copertura inail oltre le 18 e lavoro in un magazzino pieno e popolato di macchinari, secondo perchè faccio lavori ripetitivi e noiosi, oltre che meccanici e alienanti e se non stacco, poi fondo.
Invece domani è il mio compleanno e lavoro in aeroporto. Primo turno con Cugina come capo.
E' anche il suo compleanno.
Le ho proposto di presentarci con la torta-cappello...
Sto pensando di proporre un cocktail facile e veloce per domani sera ma sono un pò scazzata.
Ho voglia di lamentarmi.
Mela torna da Milano per le elezioni e mi ha chiesto (prima di sapere del lavoro) di trovarci dopocena con suo moroso perchè vuole cenare con i suoi.
Sono stata zitta ma avrei voluto risponderle: "è il mio cazzo di venticinquesimo e ho avuto una settimana del cazzo, puoi mica trovare del tempo solo per me?"
L'uso di volgarità dovrebbe far capire quanto mi sento frustrata.
Angioletto mi ha proposto di andare a cena a casa sua con i suoi genitori lunedì. L'ultima volta che ho cenato lì, ho rischiato un colpo di allergia.
Non so che fare...
Intanto riprendo il lavoro sperando che le 18 arrivino presto.
Seya
lunedì 19 maggio 2014
alienazione
Il primo giorno di stage si è rivelata una delusione totale.
Ero abituata alla logistica come qualcosa di intellettuale e simpatico, in cui devi pensare a cosa dare/fare per occuparsi dell'ordine della bottega.
Ma ero abituata a volumi molto minori e ad occuparmi del lavoro dalla A alla Z.
Qui invece non faccio altro che inserire numeri dentro schermate e tabelle excel.
A un certo punto mi hanno proposto di fare buste, ho fatto i salti di gioia.
Lo so che la prima impressione non è vincolante e che io, per prima, do impressioni strane alla prima gente, però oggi veramente ho rischiato le lacrime tornando a casa.
Spero che dormire bene questa notte mi faccia vivere meglio la giornata di domani. E spero che le cose migliorino.
Una delle cose peggiori è l'isolamento.
Sono in un piccolo ufficio a due magazzini, due grandi magazzini, dal resto della struttura.
E siamo in tre, oggi in due, e i magazzinieri della cooperativa entrano ed escono senza salutare.
Non ho idea di che faccia abbiano gli altri lavoratori e non so quando e come avvicinarmi.
Domani mi porto il pranzo e cerco qualcuno con cui consumarlo.
Se le cose dovessero risultare ancora difficili, mi porto una biblioteca di libri e me li godo nella pausa pranzo.
Magari invece le cose andranno bene.
Non so, sono molto molto giù di morale. Ma bisogna ammettere che le aspettative erano alte: ho rinunciato ad un altro lavoro e un progetto Leonardo per questo.
Mi auguro che ne valga la pena.
Me lo auguro con tutto il cuore.
Seya
Ero abituata alla logistica come qualcosa di intellettuale e simpatico, in cui devi pensare a cosa dare/fare per occuparsi dell'ordine della bottega.
Ma ero abituata a volumi molto minori e ad occuparmi del lavoro dalla A alla Z.
Qui invece non faccio altro che inserire numeri dentro schermate e tabelle excel.
A un certo punto mi hanno proposto di fare buste, ho fatto i salti di gioia.
Lo so che la prima impressione non è vincolante e che io, per prima, do impressioni strane alla prima gente, però oggi veramente ho rischiato le lacrime tornando a casa.
Spero che dormire bene questa notte mi faccia vivere meglio la giornata di domani. E spero che le cose migliorino.
Una delle cose peggiori è l'isolamento.
Sono in un piccolo ufficio a due magazzini, due grandi magazzini, dal resto della struttura.
E siamo in tre, oggi in due, e i magazzinieri della cooperativa entrano ed escono senza salutare.
Non ho idea di che faccia abbiano gli altri lavoratori e non so quando e come avvicinarmi.
Domani mi porto il pranzo e cerco qualcuno con cui consumarlo.
Se le cose dovessero risultare ancora difficili, mi porto una biblioteca di libri e me li godo nella pausa pranzo.
Magari invece le cose andranno bene.
Non so, sono molto molto giù di morale. Ma bisogna ammettere che le aspettative erano alte: ho rinunciato ad un altro lavoro e un progetto Leonardo per questo.
Mi auguro che ne valga la pena.
Me lo auguro con tutto il cuore.
Seya
domenica 18 maggio 2014
Giornata contro l'omofobia
Anche con tutta la buona volontà del mondo, ieri proprio non sono riuscita a "festeggiare" o "commemorare" come ho sempre fatto.
Ansia, giornata apatica, voglia di starmene sola a scrivere (impossibile), sonno arretrato e musei aperti di sera.
Troppo.
Troppi pensieri, troppe paure e tutto è andato a quel paese.
Avrei voluto scrivere una tiritera sull'importanza dell'uguaglianza, della non discriminazionione, della libera espressione, ma sarei risultata una in mezzo a tanti che dicono la stessa cosa.
Perchè non si fa un provvedimento a livello europeo?
In europa ci sono persone molto più avanti e intelligenti di noi, perchè non forzare la mano?
Perchè non portano soldi.
Perchè non conviene.
Si parla tanto di lobby e interessi privati, però questi non si traducono poi per chi della lobby non fa parte e vuole solo vivere la sua vita privata, sentimentale e sessuale in sacrosanta pace.
Sinceramente sono stupita che la comunità di Padova, la più numeorsa dopo Roma, non abbia organizzato nulla. Ma poi penso a chi fa parte del comitato e scuoto la testa.
Tanta disco, tanta festa e poca consapevolezza.
A volte mi viene quasi voglia di prenderli a calci.
Mah, non so bene cosa dovrei dire e come dovrei articolare il mio pensiero, quindi la chiudo con una battuta sentita ieri sera, che mi ha lasciato amaro e dispiacere.
Piazza dei Signori, Padova. Un casino inimmaginabile e una sporcizia che, né io né Cricetino, avevamo mai visto.
Un ragazzetto, praticamente un bambino, richiama un suo amico con un sorriso ammiccante e canzonatorio
"Ehi frocetto, vie 'n pò qui"
Dietro di lui era sventolava una bandiera con su scritto NO OMOFOBIA, probabilmente dimenticata lì dalla manifestazione pomeridiana.
Mi ha messo tristezza e mi ha fatto sentire molto incompresa.
Normalmente sarei andata lì ad attaccar rissa, ma ieri proprio non ero io.
Sono tornata a casa con la testa pesante e ho dormito fino alle 9 passate.
Seya
Ansia, giornata apatica, voglia di starmene sola a scrivere (impossibile), sonno arretrato e musei aperti di sera.
Troppo.
Troppi pensieri, troppe paure e tutto è andato a quel paese.
Avrei voluto scrivere una tiritera sull'importanza dell'uguaglianza, della non discriminazionione, della libera espressione, ma sarei risultata una in mezzo a tanti che dicono la stessa cosa.
Perchè non si fa un provvedimento a livello europeo?
In europa ci sono persone molto più avanti e intelligenti di noi, perchè non forzare la mano?
Perchè non portano soldi.
Perchè non conviene.
Si parla tanto di lobby e interessi privati, però questi non si traducono poi per chi della lobby non fa parte e vuole solo vivere la sua vita privata, sentimentale e sessuale in sacrosanta pace.
Sinceramente sono stupita che la comunità di Padova, la più numeorsa dopo Roma, non abbia organizzato nulla. Ma poi penso a chi fa parte del comitato e scuoto la testa.
Tanta disco, tanta festa e poca consapevolezza.
A volte mi viene quasi voglia di prenderli a calci.
Mah, non so bene cosa dovrei dire e come dovrei articolare il mio pensiero, quindi la chiudo con una battuta sentita ieri sera, che mi ha lasciato amaro e dispiacere.
Piazza dei Signori, Padova. Un casino inimmaginabile e una sporcizia che, né io né Cricetino, avevamo mai visto.
Un ragazzetto, praticamente un bambino, richiama un suo amico con un sorriso ammiccante e canzonatorio
"Ehi frocetto, vie 'n pò qui"
Dietro di lui era sventolava una bandiera con su scritto NO OMOFOBIA, probabilmente dimenticata lì dalla manifestazione pomeridiana.
Mi ha messo tristezza e mi ha fatto sentire molto incompresa.
Normalmente sarei andata lì ad attaccar rissa, ma ieri proprio non ero io.
Sono tornata a casa con la testa pesante e ho dormito fino alle 9 passate.
Seya
domenica 4 maggio 2014
invidia
Sto morendo di invidia. Non scherzo, proprio da rodermi dentro.
E' proprio vero che tutte (okay, forse non tutte, ma parecchie) fortune vanno a chi non se le merita.
"E", la mia amica (conoscente?) di matematica che si era trasferita a Trento per la specialistica e poi si è fatta sei mesi a Singapore, ha ottenuto un dottorato di 5 anni in Svezia.
Non sono gelosa del dottorato. Non è una cosa che mi interessa e l'argomento è tra i più noiosi (anche se redditizi) esistenti.
Sono gelosa della Svezia.
La Svezia è bellissima, civile, pulita, libera, serena. Con dei ritmi cadenzati e ben chiari. Persone gentili e disponibili e architetture da fiaba.
Per non parlare della natura.
Sia chiaro, dal punto di vista meritocratico e di voto/punteggio se lo merita, anche parecchio. E' proprio la persona che non..non è giusto!
Mi rodo, mi rodo da matti!
Finchè era a Trento l'ha fatto esare a tutti, prendendosela perchè nessuno è mai andata a trovarla (a parte la sottoscritta, e a parte il capodanno lì trascorso).
Poi a Singapore grande rabbia perchè nessuno si faceva vivo online.
Adesso cosa fa?
Che sia la volta buona che impara che le persone non le deve far sentire contrette o in colpa per ogni cosa, o peggio ancora che non fanno?
Non credo proprio.
Non è cambiata in 6 mesi a Singapore, non cambierà a Goteborg, dove si è molto più europei, anche se cinque anni sono parecchi.
Rigida, dura e seria. Praticamente una stalattite.
Riempirà conoscenti e quei pochi rimasti di foto e commenti, facendo morire di invidia quanti non si possono godere la bellezza del sole a mezzanotte e di senso di colpa chi non avrà la possibilità di andare a trovarla o rispondere ai suoi messaggi.
E quelli che resteranno qui si mangeranno le mani, sentendosi dei perfetti idioti perchè non sono riusciti ad ottenere i suoi stessi successi e sono alla disperata ricerca di un lavoro o di un briciolo di felicità.
Uffa!
Poi, alla fine, la cosa non mi interessa. Non ci parliamo da quasi un anno con buona pace da entrambe le parti. Però non posso smettere di pensare che non è giusto.
Seya
PS: la notizia mi è arrivata tramite Angioletto, altro che si meriterebbe 'na scarpata in fronte.
E' proprio vero che tutte (okay, forse non tutte, ma parecchie) fortune vanno a chi non se le merita.
"E", la mia amica (conoscente?) di matematica che si era trasferita a Trento per la specialistica e poi si è fatta sei mesi a Singapore, ha ottenuto un dottorato di 5 anni in Svezia.
Non sono gelosa del dottorato. Non è una cosa che mi interessa e l'argomento è tra i più noiosi (anche se redditizi) esistenti.
Sono gelosa della Svezia.
La Svezia è bellissima, civile, pulita, libera, serena. Con dei ritmi cadenzati e ben chiari. Persone gentili e disponibili e architetture da fiaba.
Per non parlare della natura.
Sia chiaro, dal punto di vista meritocratico e di voto/punteggio se lo merita, anche parecchio. E' proprio la persona che non..non è giusto!
Mi rodo, mi rodo da matti!
Finchè era a Trento l'ha fatto esare a tutti, prendendosela perchè nessuno è mai andata a trovarla (a parte la sottoscritta, e a parte il capodanno lì trascorso).
Poi a Singapore grande rabbia perchè nessuno si faceva vivo online.
Adesso cosa fa?
Che sia la volta buona che impara che le persone non le deve far sentire contrette o in colpa per ogni cosa, o peggio ancora che non fanno?
Non credo proprio.
Non è cambiata in 6 mesi a Singapore, non cambierà a Goteborg, dove si è molto più europei, anche se cinque anni sono parecchi.
Rigida, dura e seria. Praticamente una stalattite.
Riempirà conoscenti e quei pochi rimasti di foto e commenti, facendo morire di invidia quanti non si possono godere la bellezza del sole a mezzanotte e di senso di colpa chi non avrà la possibilità di andare a trovarla o rispondere ai suoi messaggi.
E quelli che resteranno qui si mangeranno le mani, sentendosi dei perfetti idioti perchè non sono riusciti ad ottenere i suoi stessi successi e sono alla disperata ricerca di un lavoro o di un briciolo di felicità.
Uffa!
Poi, alla fine, la cosa non mi interessa. Non ci parliamo da quasi un anno con buona pace da entrambe le parti. Però non posso smettere di pensare che non è giusto.
Seya
PS: la notizia mi è arrivata tramite Angioletto, altro che si meriterebbe 'na scarpata in fronte.
mercoledì 16 aprile 2014
stage
Alla fine ho scelto il lavoro, o meglio lo stage. Sei mesi pagati, a Padova, lavoro che credo potrebbe piacermi.
L'alternativa era un Progetto Leonardo in Lettonia nell'ambito turistico. Sarebbe stata una bella esperienza, meravigliosa, ma anche una spesa.
Vorrei invece guadagnare qualcosa.
Alla fine questo è l'unico motivo per cui lo faccio. Per la mia indipendenza.
I miei non ne sono poi così contenti perchè mi avrebbero voluto in Lettonia e io ho sempre paura in questi casi perchè non voglio piegare la testa e ammettere che hanno ragione.
E ho paura per i parallellismi con la situazione universitaria.
All'epoca avevo rinunciato a Milano per non ricordo neanche più quale motivo e ancora adesso me ne pento.
Spero che le cose cambino questa volta.
E spero che lo stage inizi presto così smetto di domandarmi come sarebbe stato.
Seya
L'alternativa era un Progetto Leonardo in Lettonia nell'ambito turistico. Sarebbe stata una bella esperienza, meravigliosa, ma anche una spesa.
Vorrei invece guadagnare qualcosa.
Alla fine questo è l'unico motivo per cui lo faccio. Per la mia indipendenza.
I miei non ne sono poi così contenti perchè mi avrebbero voluto in Lettonia e io ho sempre paura in questi casi perchè non voglio piegare la testa e ammettere che hanno ragione.
E ho paura per i parallellismi con la situazione universitaria.
All'epoca avevo rinunciato a Milano per non ricordo neanche più quale motivo e ancora adesso me ne pento.
Spero che le cose cambino questa volta.
E spero che lo stage inizi presto così smetto di domandarmi come sarebbe stato.
Seya
martedì 8 aprile 2014
L'immagine della città europea
La mostra " L'immagine della Città Europea" è la dimostrazione di quante volte in Italia si facciano mostre bellissime e curiose ma prive di ogni intento didattiche e prive di un filo conduttore.
Il Museo Correr di Venezia ha messo insieme carte e mappe di alcune delle più famose città europee, principalemnte italiane a dire il vero, nonchè dei quadri che dovrebbero farci intuire come si presentassero le suddette ai viaggiatori.
In teoria la mostra presenta un profilo cronologico e si dovrebbe percepire un cambiamento dalle prime carte a inchiostro e buona volontà, fino alla cartografia stampata.
Ora, io mi chiedo, come diavolo si fa a capire nel profondo un'evoluzione così significativa e così importante senza uno straccio di spiegazione nè sonora (leggi audioguide o visite guidate) nè scritta (depliant, cartelli, denominazioni)??
Tra l'altro il Museo Correr ha una bella collezione di mappe e mappamondi antichi di reale pregio, quindi perchè non includerli nella mostra?
La risposta è semplice, per far pagare due biglietti, uno per la mostra, uno per il museo (che io e Cugina ci siamo girate tranquillamente perchè gratuito in quanto residenti).
Eppure avrebbe fatto un bell'effetto vedere, ad esempio, la matrice tipografica di una grande carta di Venezia e il suo risultato vicine. Invece, solo la carta, senza alcuna indicazione riguardo al fatto che il museo contenga anche la matrice.
E come questo, tanti esempi di piccole cose che si sarebbero potute fare per rendere la visita molto più istruttiva e anche interessante.
Il risultato? Un'accozzaglia bellissima e curiosa di carte e quadri da cui non si ricava molto.
Un peccato. Veramente.
Alla fine, non so se consigliare o meno la visita. Da una parte sì, perchè Bellotto è sempre bellissimo, perchè alcune cose sono curiose e perchè un giro per il museo de sconton fa sempre bene all'anima; d'altra parte sono 5€ che senza un minimo di spiegazione o senza un accompagnatore che due cose te le sa raccontare non vale la pena spendere.
Piccola nota divertente:
Davanti a questo quadro,
Io: "L'ho già visto...alla mostra di Bellotto!"
Curgina: "E' di Bellotto"
Io: "Sono un genio"
Cugina: "E' solo memoria"
Seya
Il Museo Correr di Venezia ha messo insieme carte e mappe di alcune delle più famose città europee, principalemnte italiane a dire il vero, nonchè dei quadri che dovrebbero farci intuire come si presentassero le suddette ai viaggiatori.
In teoria la mostra presenta un profilo cronologico e si dovrebbe percepire un cambiamento dalle prime carte a inchiostro e buona volontà, fino alla cartografia stampata.
Ora, io mi chiedo, come diavolo si fa a capire nel profondo un'evoluzione così significativa e così importante senza uno straccio di spiegazione nè sonora (leggi audioguide o visite guidate) nè scritta (depliant, cartelli, denominazioni)??
Tra l'altro il Museo Correr ha una bella collezione di mappe e mappamondi antichi di reale pregio, quindi perchè non includerli nella mostra?
La risposta è semplice, per far pagare due biglietti, uno per la mostra, uno per il museo (che io e Cugina ci siamo girate tranquillamente perchè gratuito in quanto residenti).
Eppure avrebbe fatto un bell'effetto vedere, ad esempio, la matrice tipografica di una grande carta di Venezia e il suo risultato vicine. Invece, solo la carta, senza alcuna indicazione riguardo al fatto che il museo contenga anche la matrice.
E come questo, tanti esempi di piccole cose che si sarebbero potute fare per rendere la visita molto più istruttiva e anche interessante.
Il risultato? Un'accozzaglia bellissima e curiosa di carte e quadri da cui non si ricava molto.
Un peccato. Veramente.
Alla fine, non so se consigliare o meno la visita. Da una parte sì, perchè Bellotto è sempre bellissimo, perchè alcune cose sono curiose e perchè un giro per il museo de sconton fa sempre bene all'anima; d'altra parte sono 5€ che senza un minimo di spiegazione o senza un accompagnatore che due cose te le sa raccontare non vale la pena spendere.
Piccola nota divertente:
Davanti a questo quadro,
Io: "L'ho già visto...alla mostra di Bellotto!"
Curgina: "E' di Bellotto"
Io: "Sono un genio"
Cugina: "E' solo memoria"
Seya
giovedì 20 marzo 2014
burocrazia leonardiana
Volevo scrivere un bel post sul concerto di ieri sera però la diatriba (tutta interiore) con la burocrazia di poco fa mi ha spento.
Mi sono candidata per un Progetto Leonardo (uno dei pochissimi aperti a chi abita in Veneto) prorogato (e ovviamente non publicizzato).
Ma non poteva certo essere così semplice.
Non potevano certo richiedere che tu compilassi un modulo e lo inviassi via mail.
No.
Devi scaricare il modulo e compilarlo e firmarlo a mano (niente firma elettronica). Devi allegare copia della carta d'identità e del codice fiscale, e assicurarti che il documento non scada prima dell'eventuale partenza perchè vogliono poterlo usare per la prenotazione del volo (il mio scade tra 2 mesi però all'anagrafe non mi fanno il nuovo documento prima di un mese prima della scadenza, salvo casi eccezionali).
Il problema è che tutti questi devono essere inviati come unico file in pdf.
Di per sè la cosa ha senso e, all'apparenza, risulta semplice. Però ovviamente il programma di scannerizzazione non è a prova di idiota (come invece dovrebbe essere ogni programma base).
Non si può decidere la "digitalizzazione di più pagine" prima della prima digitalizzazione, no. Bisogna digitalizzare la prima e poi aggiungere in coda le successive pagine.
Ovviamente l'ho scoperto dopo aver fatto il procedimento 4 volte.
Una pagina info?
La stessa cosa deve essere fatta con i CV, due. Uno in italiano, uno in lingua del paese di destinazione (nel mio caso 3, perchè ovviamente sono idiota e mi sono candidata per Lettonia e Spagna e quindi ho inviato i CV in inglese e in spagnolo...per fortuna non mi hanno chiesto il lettone!).
Tutti i CV devono essere firmati (e inglobati in un unico file PDF).
Riassunto della procedura: tu stampi 25 fogli (modulo, CV in lingua e co) e poi scannerizzi tutto come vogliono loro, così loro non devono stampare pagine e pagine di roba.
Il tutto deve essere inviato tramite PEC.
E per fortuna che io ho un padre dotato di PEC perchè l'attivazione della mail richiede una settimana e una visita all'ufficio postale.
La scadenza? Domani a 12.00.
Seya
Mi sono candidata per un Progetto Leonardo (uno dei pochissimi aperti a chi abita in Veneto) prorogato (e ovviamente non publicizzato).
Ma non poteva certo essere così semplice.
Non potevano certo richiedere che tu compilassi un modulo e lo inviassi via mail.
No.
Devi scaricare il modulo e compilarlo e firmarlo a mano (niente firma elettronica). Devi allegare copia della carta d'identità e del codice fiscale, e assicurarti che il documento non scada prima dell'eventuale partenza perchè vogliono poterlo usare per la prenotazione del volo (il mio scade tra 2 mesi però all'anagrafe non mi fanno il nuovo documento prima di un mese prima della scadenza, salvo casi eccezionali).
Il problema è che tutti questi devono essere inviati come unico file in pdf.
Di per sè la cosa ha senso e, all'apparenza, risulta semplice. Però ovviamente il programma di scannerizzazione non è a prova di idiota (come invece dovrebbe essere ogni programma base).
Non si può decidere la "digitalizzazione di più pagine" prima della prima digitalizzazione, no. Bisogna digitalizzare la prima e poi aggiungere in coda le successive pagine.
Ovviamente l'ho scoperto dopo aver fatto il procedimento 4 volte.
Una pagina info?
La stessa cosa deve essere fatta con i CV, due. Uno in italiano, uno in lingua del paese di destinazione (nel mio caso 3, perchè ovviamente sono idiota e mi sono candidata per Lettonia e Spagna e quindi ho inviato i CV in inglese e in spagnolo...per fortuna non mi hanno chiesto il lettone!).
Tutti i CV devono essere firmati (e inglobati in un unico file PDF).
Riassunto della procedura: tu stampi 25 fogli (modulo, CV in lingua e co) e poi scannerizzi tutto come vogliono loro, così loro non devono stampare pagine e pagine di roba.
Il tutto deve essere inviato tramite PEC.
E per fortuna che io ho un padre dotato di PEC perchè l'attivazione della mail richiede una settimana e una visita all'ufficio postale.
La scadenza? Domani a 12.00.
Seya
martedì 9 aprile 2013
vorrei
Vorrei dire che non sono morta, in realtà sono come sdoppiata.
Qui sulla terra, che si muove e si scontra con le persone c'è il mio corpo con il minimo della volontà necessaria che serve per non finire in ospedale; lì in cielo c'è la mia testa.
Penso tanto e non penso a niente.
Mi erdo in mondi e pensieri di fantasia che di concreto hanno poco o nulla e mi urta quando la mia parte corporea è costretta a risucchiare parte del cervello per rispondere al telefono o a mia madre.
Non mi sento riposata o sgravata di fatiche come pensavo prima di laurearmi.
Mi sveglio anche prima del solito!
E non riesco a capire se sia ansia per l'incertezza del domani o pigrizia. O entrambi.
Mi sento molto stanca e fiacca. Ho voglia di muovermi ma il tempo deprimente ed autunnale di questi giorni mi smonta.
Sento il bisogno di prendere e fuggire anche solo per pochi giorni senza l'incubo del telefono, della mail o delle reciproche visite.
Per carità sono felice di uscire a bere una cosa con Kalos, mangiare pizza con Guida&Co o andare alla Fenice con Cugina.
Però non mi sento padrona della mia vita.
E per una che ad inizio anno ha votato a se stessa che questo anno si sarebbe solo fatta del bene, beh, non mi pare una gran riuscita.
Intanto lunedì ho un colloquio per andare a fare l'animatrice nei villaggi turistici. Non il massimo della scelta però un'ottima scusa per stare via tre mesi e vedere e conoscere persone e realtà nuove.
Ci conto più di quanto non ammetta.
Incrociamo le dita!
Seya
Qui sulla terra, che si muove e si scontra con le persone c'è il mio corpo con il minimo della volontà necessaria che serve per non finire in ospedale; lì in cielo c'è la mia testa.
Penso tanto e non penso a niente.
Mi erdo in mondi e pensieri di fantasia che di concreto hanno poco o nulla e mi urta quando la mia parte corporea è costretta a risucchiare parte del cervello per rispondere al telefono o a mia madre.
Non mi sento riposata o sgravata di fatiche come pensavo prima di laurearmi.
Mi sveglio anche prima del solito!
E non riesco a capire se sia ansia per l'incertezza del domani o pigrizia. O entrambi.
Mi sento molto stanca e fiacca. Ho voglia di muovermi ma il tempo deprimente ed autunnale di questi giorni mi smonta.
Sento il bisogno di prendere e fuggire anche solo per pochi giorni senza l'incubo del telefono, della mail o delle reciproche visite.
Per carità sono felice di uscire a bere una cosa con Kalos, mangiare pizza con Guida&Co o andare alla Fenice con Cugina.
Però non mi sento padrona della mia vita.
E per una che ad inizio anno ha votato a se stessa che questo anno si sarebbe solo fatta del bene, beh, non mi pare una gran riuscita.
Intanto lunedì ho un colloquio per andare a fare l'animatrice nei villaggi turistici. Non il massimo della scelta però un'ottima scusa per stare via tre mesi e vedere e conoscere persone e realtà nuove.
Ci conto più di quanto non ammetta.
Incrociamo le dita!
Seya
mercoledì 13 marzo 2013
tesi..again!
Avete presente Too Much Love Will Kill You dei Queen?
Avete presente quella frase che dice
Avete presente quella frase che dice
"I feel like no-one ever told the truth to me
About growing up and what a struggle it would be
In my tangled state of mind
I've been looking back to find
Where I went wrong"
About growing up and what a struggle it would be
In my tangled state of mind
I've been looking back to find
Where I went wrong"
Bene, mi sento cosi`.
Dovrei darmi una calmata ma non ci riesco. Riesco solo a pensare che domani il Relatore mi guardera` male e io gli diro` "lunedi` stampo la tesi. Com'e`, resta".
E piu` mi ripeto che e` lui quello che ha avuto la copia della tesi nel suo pc per due mesi senza guardarla, piu` penso che forse in quei due mesi avrei dovuto stupirmi di non sentire correzioni.
Ora si lavora...e non riesco piu` a capire su cosa!
Seya
martedì 26 febbraio 2013
tecnologia
Ho passato la mattinata a studiare con Angioletto. O meglio, io ho tesato; lui ha leggiucchiato gli appunti, cincionando con il cellulare.
Credo sia stato uno dei pochi, veri, argomenti di discussioni, il suo cellulare. Ne ha uno nuovo (l'ennesimo), grande, touchscreen, quasi un pc.
Va in internet, messaggia, chiama.
Tra un po' lo usera` come specchietto per pettinarsi e lo dotera` di carta igienica per il bagno.
Inutile, non riesco a condividere il suo entusiasmo.
Ci ha provato in tutti i modi ma poi ci siamo divisi ognuno della sua idea: lui convinto che il cellulare che ha sia il massimo, io che sia un mezzo di alienazione.
Io non sono contro la tecnologia, anzi, non potrei vedermi senza computer! Ma i telefoni proprio non li leggo.
Mi scocciano le chiamate. Sono convinta che la parola scritta sia il massimo della comunicazione e l'unica vera alternativa al confronto diretto.
Non parliamo delle videochiamate. Orrore! Perche` devo imbellettarmi per rispondere al cellulare? Io spesso rispondo che sto nelle peggiori condizioni!
E poi gli accessi online.
Non nego che possano essere utili, anzi, utilissimi!
Ieri sera per raggiungere la riunione della Coop (per avere il buono dei soci, mica per altro!) mi sono persa tra le brecane e avere un gps mi avrebbe evitato parecchi chilometri. Pero` volete il gusto di fermarsi in un piccolo bar di campagna dove ancora i vecchiotti giocano a carte o alle macchinette e parlano dialetto veneto per sentirmi dire che "I tosi de oggi no i sa neanche dove i viva!", quindi rimettermi in macchina.
Sono piccole cose che ti fanno ridere.
Un paio di settimane fa, al compleanno di Al, credo di essere rabbrividita:
Alcuni amici del festeggiato erano in ritardo e lui, colegandosi online, con un semplice comando e` riuscito a visualizzare su una mappa la posizione dei ragazzi. Per Al e Angioletto e` un modo per vedere "a che punto sono", per me e` pedinamento puro.
Non so. I cellulari come quello di Angioletto o di mio padre, o comunque l'uso che se ne fa lo trovo alienante.
Apprezzo la comodita` di essere sempre rintracciabile, di avere mappe e telefoni utili a portata di mano e di essere informata 24h...pero` mi sembra di perdere il rapporto piu` umano con quello che mi circonda.
Quando ho cercato di spiegarmi con Angioletto, lui ha replicato con un:
"E si`. Anche io ero cosi` poi Al mi ha fatto progredire. Sono evoluto"
Evoluto??
Non sono mica un uomo (donna!) preistorico!
E non per tirarmela troppo ma per alcune cose sono molto piu` avanti di lui.
Ho lasciato cadere il discorso pero` mi ha fatto un po` tristezza vedere come un'altra persona sia stata aggirata da uno stile di vita che ti vuole vigile e pronto 24h al giorno.
Forse in questo, si`, sono indietro.
Seya
Credo sia stato uno dei pochi, veri, argomenti di discussioni, il suo cellulare. Ne ha uno nuovo (l'ennesimo), grande, touchscreen, quasi un pc.
Va in internet, messaggia, chiama.
Tra un po' lo usera` come specchietto per pettinarsi e lo dotera` di carta igienica per il bagno.
Inutile, non riesco a condividere il suo entusiasmo.
Ci ha provato in tutti i modi ma poi ci siamo divisi ognuno della sua idea: lui convinto che il cellulare che ha sia il massimo, io che sia un mezzo di alienazione.
Io non sono contro la tecnologia, anzi, non potrei vedermi senza computer! Ma i telefoni proprio non li leggo.
Mi scocciano le chiamate. Sono convinta che la parola scritta sia il massimo della comunicazione e l'unica vera alternativa al confronto diretto.
Non parliamo delle videochiamate. Orrore! Perche` devo imbellettarmi per rispondere al cellulare? Io spesso rispondo che sto nelle peggiori condizioni!
E poi gli accessi online.
Non nego che possano essere utili, anzi, utilissimi!
Ieri sera per raggiungere la riunione della Coop (per avere il buono dei soci, mica per altro!) mi sono persa tra le brecane e avere un gps mi avrebbe evitato parecchi chilometri. Pero` volete il gusto di fermarsi in un piccolo bar di campagna dove ancora i vecchiotti giocano a carte o alle macchinette e parlano dialetto veneto per sentirmi dire che "I tosi de oggi no i sa neanche dove i viva!", quindi rimettermi in macchina.
Sono piccole cose che ti fanno ridere.
Un paio di settimane fa, al compleanno di Al, credo di essere rabbrividita:
Alcuni amici del festeggiato erano in ritardo e lui, colegandosi online, con un semplice comando e` riuscito a visualizzare su una mappa la posizione dei ragazzi. Per Al e Angioletto e` un modo per vedere "a che punto sono", per me e` pedinamento puro.
Non so. I cellulari come quello di Angioletto o di mio padre, o comunque l'uso che se ne fa lo trovo alienante.
Apprezzo la comodita` di essere sempre rintracciabile, di avere mappe e telefoni utili a portata di mano e di essere informata 24h...pero` mi sembra di perdere il rapporto piu` umano con quello che mi circonda.
Quando ho cercato di spiegarmi con Angioletto, lui ha replicato con un:
"E si`. Anche io ero cosi` poi Al mi ha fatto progredire. Sono evoluto"
Evoluto??
Non sono mica un uomo (donna!) preistorico!
E non per tirarmela troppo ma per alcune cose sono molto piu` avanti di lui.
Ho lasciato cadere il discorso pero` mi ha fatto un po` tristezza vedere come un'altra persona sia stata aggirata da uno stile di vita che ti vuole vigile e pronto 24h al giorno.
Forse in questo, si`, sono indietro.
Seya
venerdì 18 gennaio 2013
l'avevo appena detto
Cosa avevo detto l'altro giorno? Che Mela ha raggiunto la pace dei sensi ora che ha il ragazzo? E se si lasciamo? Beh.. se si lasciano Seya prende la macchina e va dalla sua amica.
Speriamo bene!
Seya
Speriamo bene!
Seya
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