il mio povero cellulare, 7 anni di vita portati benissimo, ha iniziato a dare forfait.
O meglio, il touchscreen ha iniziato a fare le bizze, e quindi dopo settimane di insulti e litigate con l'elettronico pezzo di plastica, ho deciso di chiedere a mio padre per un cellulare nuovo.
Lui: "Ottimo! Tieni questo" cioè il suo Galaxy s4 "così mi posso prendere l'ultimo...".
Ho come la sensazione che non aspettasse altro..
Seya
PS: l'idea di avere un cell che si collega a internet mi mette ansia..
Spesso davvero mi sento come se gli altri mi parlassero in una lingua che non conosco....L'importante è saper parlare la propria e che gli altri imparino la mia!
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lunedì 29 settembre 2014
lunedì 21 luglio 2014
Redentore
E' passato un altro Redentore.
Altra cena in famiglia, altro Gran Pavese, altri fuochi, altro casino, altra nanna.
La routine annuale non mi pesa nè mi deprime ma quest'anno ammetto di aver goduto proprio poco della sensazione di meraviglia e spensieratezza della festa.
Stanchezza e sonno.
Solitudine.
Una famiglia che, per quanto bene le voglia, risulta ingombrante.
Zia al solito ha preso in mano la situazione e ha deciso, cucinato, comandato, brontolato.
Mamma al solito si è lamentata.
Papà al solito è arrivato per i fatti suoi e ha fatto quello che voleva lui, con i suoi tempi.
Cugina al solito ha cercato di mantenere intatta casa sua.
Sempre i soliti.
Tutti e cinque.
Non so se la cosa mi piaccia o meno.
Lamentele a parte, i fuochi sono risultati belli e lunghi. Un pò calanti nella zona centrale ma con un finale con il botto, nel vero senso della parola.
Neanche troppa gente, almeno dove eravamo appioppati noi.
Soliti ragazzi ubriachi che disturbano e rovinano la serata ai più. Volevo proporre al più rumoroso del gruppo di buttarsi in acqua e verificare se così il cervello gli si riempiva di qualcosa, ma come mio solito ho lasciato perdere. Poi ho considerato che, viste le condizioni dei ragazzi, non ci avrei guadagnato niente di buono in una lite.
Tornata a Ca mi sono fatta una gran bella dormita.
Adesso sono in ufficio.
Seya
Altra cena in famiglia, altro Gran Pavese, altri fuochi, altro casino, altra nanna.
La routine annuale non mi pesa nè mi deprime ma quest'anno ammetto di aver goduto proprio poco della sensazione di meraviglia e spensieratezza della festa.
Stanchezza e sonno.
Solitudine.
Una famiglia che, per quanto bene le voglia, risulta ingombrante.
Zia al solito ha preso in mano la situazione e ha deciso, cucinato, comandato, brontolato.
Mamma al solito si è lamentata.
Papà al solito è arrivato per i fatti suoi e ha fatto quello che voleva lui, con i suoi tempi.
Cugina al solito ha cercato di mantenere intatta casa sua.
Sempre i soliti.
Tutti e cinque.
Non so se la cosa mi piaccia o meno.
Lamentele a parte, i fuochi sono risultati belli e lunghi. Un pò calanti nella zona centrale ma con un finale con il botto, nel vero senso della parola.
Neanche troppa gente, almeno dove eravamo appioppati noi.
Soliti ragazzi ubriachi che disturbano e rovinano la serata ai più. Volevo proporre al più rumoroso del gruppo di buttarsi in acqua e verificare se così il cervello gli si riempiva di qualcosa, ma come mio solito ho lasciato perdere. Poi ho considerato che, viste le condizioni dei ragazzi, non ci avrei guadagnato niente di buono in una lite.
Tornata a Ca mi sono fatta una gran bella dormita.
Adesso sono in ufficio.
Seya
sabato 10 maggio 2014
Terme
Ieri giornata di sole e pseudo-relax.
Insieme a Mamma siamo andate alle terme di Galzignano a passare la giornata nell'acqua.
Avevamo preso gli ingressi via coupon ancora a Dicembre e ieri ne abbiamo finalmente approfittato. Lei si è presa un giorno libero dal lavoro, io ho saltato russo.
Per punizione ora sono color peperone.
Siamo arrivate presto e abbiamo approfittato delle piscine vuote e della sensazione acqua calda-aria fredda.
Il problema è arrivato quando siamo andate alla ricerca degli spogliatoi.
Abbiamo attraversato un corridoio buio e umido, totalmente piastrellato e silenzioso.
Nessuno in vista.
Alla destra si è aperta una porta a vetro e, sbirciando dentro, abbiamo visto una testa canuta e rada emergere da un mucchio di coperte e asciugamani.
Urliamo e corriamo verso il fondo del corridoio.
Più tardi ci spiegano che è il corridoio delle cure con i fanghi e che il povero signore tedesco che faceva il trattamento era vivo e vegeto.
Seya
Insieme a Mamma siamo andate alle terme di Galzignano a passare la giornata nell'acqua.
Avevamo preso gli ingressi via coupon ancora a Dicembre e ieri ne abbiamo finalmente approfittato. Lei si è presa un giorno libero dal lavoro, io ho saltato russo.
Per punizione ora sono color peperone.
Siamo arrivate presto e abbiamo approfittato delle piscine vuote e della sensazione acqua calda-aria fredda.
Il problema è arrivato quando siamo andate alla ricerca degli spogliatoi.
Abbiamo attraversato un corridoio buio e umido, totalmente piastrellato e silenzioso.
Nessuno in vista.
Alla destra si è aperta una porta a vetro e, sbirciando dentro, abbiamo visto una testa canuta e rada emergere da un mucchio di coperte e asciugamani.
Urliamo e corriamo verso il fondo del corridoio.
Più tardi ci spiegano che è il corridoio delle cure con i fanghi e che il povero signore tedesco che faceva il trattamento era vivo e vegeto.
Seya
martedì 8 aprile 2014
L'immagine della città europea
La mostra " L'immagine della Città Europea" è la dimostrazione di quante volte in Italia si facciano mostre bellissime e curiose ma prive di ogni intento didattiche e prive di un filo conduttore.
Il Museo Correr di Venezia ha messo insieme carte e mappe di alcune delle più famose città europee, principalemnte italiane a dire il vero, nonchè dei quadri che dovrebbero farci intuire come si presentassero le suddette ai viaggiatori.
In teoria la mostra presenta un profilo cronologico e si dovrebbe percepire un cambiamento dalle prime carte a inchiostro e buona volontà, fino alla cartografia stampata.
Ora, io mi chiedo, come diavolo si fa a capire nel profondo un'evoluzione così significativa e così importante senza uno straccio di spiegazione nè sonora (leggi audioguide o visite guidate) nè scritta (depliant, cartelli, denominazioni)??
Tra l'altro il Museo Correr ha una bella collezione di mappe e mappamondi antichi di reale pregio, quindi perchè non includerli nella mostra?
La risposta è semplice, per far pagare due biglietti, uno per la mostra, uno per il museo (che io e Cugina ci siamo girate tranquillamente perchè gratuito in quanto residenti).
Eppure avrebbe fatto un bell'effetto vedere, ad esempio, la matrice tipografica di una grande carta di Venezia e il suo risultato vicine. Invece, solo la carta, senza alcuna indicazione riguardo al fatto che il museo contenga anche la matrice.
E come questo, tanti esempi di piccole cose che si sarebbero potute fare per rendere la visita molto più istruttiva e anche interessante.
Il risultato? Un'accozzaglia bellissima e curiosa di carte e quadri da cui non si ricava molto.
Un peccato. Veramente.
Alla fine, non so se consigliare o meno la visita. Da una parte sì, perchè Bellotto è sempre bellissimo, perchè alcune cose sono curiose e perchè un giro per il museo de sconton fa sempre bene all'anima; d'altra parte sono 5€ che senza un minimo di spiegazione o senza un accompagnatore che due cose te le sa raccontare non vale la pena spendere.
Piccola nota divertente:
Davanti a questo quadro,
Io: "L'ho già visto...alla mostra di Bellotto!"
Curgina: "E' di Bellotto"
Io: "Sono un genio"
Cugina: "E' solo memoria"
Seya
Il Museo Correr di Venezia ha messo insieme carte e mappe di alcune delle più famose città europee, principalemnte italiane a dire il vero, nonchè dei quadri che dovrebbero farci intuire come si presentassero le suddette ai viaggiatori.
In teoria la mostra presenta un profilo cronologico e si dovrebbe percepire un cambiamento dalle prime carte a inchiostro e buona volontà, fino alla cartografia stampata.
Ora, io mi chiedo, come diavolo si fa a capire nel profondo un'evoluzione così significativa e così importante senza uno straccio di spiegazione nè sonora (leggi audioguide o visite guidate) nè scritta (depliant, cartelli, denominazioni)??
Tra l'altro il Museo Correr ha una bella collezione di mappe e mappamondi antichi di reale pregio, quindi perchè non includerli nella mostra?
La risposta è semplice, per far pagare due biglietti, uno per la mostra, uno per il museo (che io e Cugina ci siamo girate tranquillamente perchè gratuito in quanto residenti).
Eppure avrebbe fatto un bell'effetto vedere, ad esempio, la matrice tipografica di una grande carta di Venezia e il suo risultato vicine. Invece, solo la carta, senza alcuna indicazione riguardo al fatto che il museo contenga anche la matrice.
E come questo, tanti esempi di piccole cose che si sarebbero potute fare per rendere la visita molto più istruttiva e anche interessante.
Il risultato? Un'accozzaglia bellissima e curiosa di carte e quadri da cui non si ricava molto.
Un peccato. Veramente.
Alla fine, non so se consigliare o meno la visita. Da una parte sì, perchè Bellotto è sempre bellissimo, perchè alcune cose sono curiose e perchè un giro per il museo de sconton fa sempre bene all'anima; d'altra parte sono 5€ che senza un minimo di spiegazione o senza un accompagnatore che due cose te le sa raccontare non vale la pena spendere.
Piccola nota divertente:
Davanti a questo quadro,
Io: "L'ho già visto...alla mostra di Bellotto!"
Curgina: "E' di Bellotto"
Io: "Sono un genio"
Cugina: "E' solo memoria"
Seya
venerdì 4 aprile 2014
tulipani
Mamma: "Seya, hai visto che belli i tulipani?!"
Io: "tulipani?"
Mamma: "Sì, sono sul terrazzo. Li hai presi tu!"
Io: "io?"
Mamma: "Si, in Olanda, in aeroporto quando siamo tornati dalla Svezia...li hai piantati tu!"
Io: "Ah.."
venerdì 30 agosto 2013
stoccolma
La. famiglia è a Stoccolma! Sì, sono una giramondo..e ne sono più che felice! fosse per me non tornerei mai in Italia ma passerei la mia vita tra aeroporti, bus navetta e visite in città.
Papà è qui per lavoro, al solito, e io e Mamma ci godiamo la sacrosanta libertà e la capitale svedese, nonchè l'umanità e generale cordialità dei suoi abitanti!
Non mi stanno simpatici come gli inglesi, ma ci vado d'accordo!
Sono sorpresa. che tutti parlino inglese anche ad ottimi livelli, dal commesso nella boutique, allo studente per strada, al vecchietto che fa le guide al Palazzo Reale!
Domani vorremmo andare a Skansen, tempo permettendo, poi in serata dovremo andare fuori a cena con gli amici di Papà..che gioia! In realtà sono gentili e cordiali ma l'idea di avere una serata libera per girovacchiare non mi dispiaceva.
Stasera, a parte il fatto che sono stanchina e ho un gran mal di testa, preferisco tare con mia madre..anche perchè lei non parla proprio un grande inglese quindi avrebbe difficoltà a muoversi!
Stasera andiamo a mangiare le polpette di renna! quelle rimbalzine che ti rifilano all'ikea! sono curiosa di vedere se sono uguali!
Seya
Papà è qui per lavoro, al solito, e io e Mamma ci godiamo la sacrosanta libertà e la capitale svedese, nonchè l'umanità e generale cordialità dei suoi abitanti!
Non mi stanno simpatici come gli inglesi, ma ci vado d'accordo!
Sono sorpresa. che tutti parlino inglese anche ad ottimi livelli, dal commesso nella boutique, allo studente per strada, al vecchietto che fa le guide al Palazzo Reale!
Domani vorremmo andare a Skansen, tempo permettendo, poi in serata dovremo andare fuori a cena con gli amici di Papà..che gioia! In realtà sono gentili e cordiali ma l'idea di avere una serata libera per girovacchiare non mi dispiaceva.
Stasera, a parte il fatto che sono stanchina e ho un gran mal di testa, preferisco tare con mia madre..anche perchè lei non parla proprio un grande inglese quindi avrebbe difficoltà a muoversi!
Stasera andiamo a mangiare le polpette di renna! quelle rimbalzine che ti rifilano all'ikea! sono curiosa di vedere se sono uguali!
Seya
martedì 19 marzo 2013
di cosi e tesi
Oddio sta per succedere.
Giovedì. Giovedì mi laureo.
E sebbene tutti mi ripetano che ormai è tutto in discesa, che devo stare tranquilla, che le cose si risolveranno velocemente.
Ovviamente le cose non potevano andare lisce.
Al mio pc è saltata la scheda grafica, mi sono presa un mal di gola da manuale e piove. Okay, oggi c'è il sole, ma non conta.
la cosa che mi ha stressato maggiormente è stata la questione del pc.
Prima non me ne preoccupavo perché mi ero fatta promessa da mio padre di farmi prestare il suo, costringendolo ad installarsi un programma specifico.
Lo ha fatto? no..e dopo uno si stupisce che io mi arrabbi. Gli ho chiesto di installarlo per settimane. Risultato? Nulla.
E il motivo? Tanto tra un po' ti arriva il pc nuovo.
Un coso che ha scelto lui, pagato lui, preparato lui.
Una gioia.
Adesso sto scrivendo dal coso. Non mi dispiace. E' più leggero di quello che credevo e sembra veloce.
E ho installato il programma.
Funziona e gira.
Adesso devo solo calmarmi. Una passeggiata. Non ce la farò mai.
Già mi vedo giovedì alle 16 (discuto di pomeriggio! bleah) con un attacco di panico.
Forse la settimana prossima le cose mi sembreranno diverse.
Vi lascio con un estratto dai miei ringraziamenti finali.
E' parzialmente ripreso da un post di alcuni anni fa, ma è sempre attuale.
Le persone sono come le funzioni.
Si delineano nello spazio man mano che il tempo scorre e defi niscono grafi ci particolari e caratteristici.
Così come ci sono funzioni periodiche, lineari, simmetriche, derivabili, integrabili, continue, limitate, ci sono persone che amano la quotidianità ripetendo ogni giorno piccoli gesti che le fanno stare bene; ci sono persone che hanno uno spirito grande e forte, nobile, persone che hanno fatto molto e lasceranno molto; ci sono persone semplici e cristalline; ci sono persone che vivono per gli altri e si de finiscono tramite essi.
Così come uno spazio è popolato da funzioni che si intersecano e variano una a causa dell'altra, la vita di ogni persona è popolata da tanta gente che in fluisce, chi più chi meno, sulle sue scelte e sulle sue decisioni.
La stessa cosa vale per me e per questo non starò qui a nominare una per una le persone da ringraziare. Sarebbero troppe e ne perderei qualcuna per strada.
E' bello vedere che ci sono persone che ti hanno segnato tanto da diventare costanti e fanno così variare, forse di poco, ma in alcuni punti in maniera signifi cativa il tuo andamento.
Costanti ce ne sono state, costanti ce ne sono, spero ce ne saranno.
E quelle che c'erano e ora non ci sono più non le rende meno importanti, anzi, forse il loro insegnamento è più profondo perchè legato alla paura di dimenticare.
Mi piace pensare a me stessa come ad una funzione un pò ostica. Mi piacerebbe avere in me una qualche tangente, magari legata all'umore, e rappresentare un grafi co simpatico e curioso. Non so se defi nirei integrali positivi, indubbiamente però la mia derivata sarebbe una di quelle schifezze che speri sempre di non ritrovarti in un compito, e che puntualmente vi si presentano orgogliose e beff arde. Non credo sarei periodica, in fondo ne sono contenta, e non necessariamente lineare.
Tutte le funzioni che ho conosciuto e con cui mi sono intersecata hanno lasciato un retaggio importante, come se il supporto di questi punti fosse compatto e io dovessi farne i conti.
E con in tasca i conti fatti, mi laureo e inizio un nuovo capitolo della mia vita, curiosa di vedere quali funzioni mi segneranno maggiormente nel tempo a venire.
Al momento la certezza è una sola. Se fossi una funzione forse farei ciò che non faccio quotidianamente: volerei libera e spavalda nello spazio matematico.
Seya
PS: devo trovare un nome al coso
Giovedì. Giovedì mi laureo.
E sebbene tutti mi ripetano che ormai è tutto in discesa, che devo stare tranquilla, che le cose si risolveranno velocemente.
Ovviamente le cose non potevano andare lisce.
Al mio pc è saltata la scheda grafica, mi sono presa un mal di gola da manuale e piove. Okay, oggi c'è il sole, ma non conta.
la cosa che mi ha stressato maggiormente è stata la questione del pc.
Prima non me ne preoccupavo perché mi ero fatta promessa da mio padre di farmi prestare il suo, costringendolo ad installarsi un programma specifico.
Lo ha fatto? no..e dopo uno si stupisce che io mi arrabbi. Gli ho chiesto di installarlo per settimane. Risultato? Nulla.
E il motivo? Tanto tra un po' ti arriva il pc nuovo.
Un coso che ha scelto lui, pagato lui, preparato lui.
Una gioia.
Adesso sto scrivendo dal coso. Non mi dispiace. E' più leggero di quello che credevo e sembra veloce.
E ho installato il programma.
Funziona e gira.
Adesso devo solo calmarmi. Una passeggiata. Non ce la farò mai.
Già mi vedo giovedì alle 16 (discuto di pomeriggio! bleah) con un attacco di panico.
Forse la settimana prossima le cose mi sembreranno diverse.
Vi lascio con un estratto dai miei ringraziamenti finali.
E' parzialmente ripreso da un post di alcuni anni fa, ma è sempre attuale.
Le persone sono come le funzioni.
Si delineano nello spazio man mano che il tempo scorre e defi niscono grafi ci particolari e caratteristici.
Così come ci sono funzioni periodiche, lineari, simmetriche, derivabili, integrabili, continue, limitate, ci sono persone che amano la quotidianità ripetendo ogni giorno piccoli gesti che le fanno stare bene; ci sono persone che hanno uno spirito grande e forte, nobile, persone che hanno fatto molto e lasceranno molto; ci sono persone semplici e cristalline; ci sono persone che vivono per gli altri e si de finiscono tramite essi.
Così come uno spazio è popolato da funzioni che si intersecano e variano una a causa dell'altra, la vita di ogni persona è popolata da tanta gente che in fluisce, chi più chi meno, sulle sue scelte e sulle sue decisioni.
La stessa cosa vale per me e per questo non starò qui a nominare una per una le persone da ringraziare. Sarebbero troppe e ne perderei qualcuna per strada.
E' bello vedere che ci sono persone che ti hanno segnato tanto da diventare costanti e fanno così variare, forse di poco, ma in alcuni punti in maniera signifi cativa il tuo andamento.
Costanti ce ne sono state, costanti ce ne sono, spero ce ne saranno.
E quelle che c'erano e ora non ci sono più non le rende meno importanti, anzi, forse il loro insegnamento è più profondo perchè legato alla paura di dimenticare.
Mi piace pensare a me stessa come ad una funzione un pò ostica. Mi piacerebbe avere in me una qualche tangente, magari legata all'umore, e rappresentare un grafi co simpatico e curioso. Non so se defi nirei integrali positivi, indubbiamente però la mia derivata sarebbe una di quelle schifezze che speri sempre di non ritrovarti in un compito, e che puntualmente vi si presentano orgogliose e beff arde. Non credo sarei periodica, in fondo ne sono contenta, e non necessariamente lineare.
Tutte le funzioni che ho conosciuto e con cui mi sono intersecata hanno lasciato un retaggio importante, come se il supporto di questi punti fosse compatto e io dovessi farne i conti.
E con in tasca i conti fatti, mi laureo e inizio un nuovo capitolo della mia vita, curiosa di vedere quali funzioni mi segneranno maggiormente nel tempo a venire.
Al momento la certezza è una sola. Se fossi una funzione forse farei ciò che non faccio quotidianamente: volerei libera e spavalda nello spazio matematico.
Seya
PS: devo trovare un nome al coso
mercoledì 9 gennaio 2013
Macchina in Panne
La macchina di Mamma si è fermata, in garage. Batteria scarica.
Seya e Papà hanno trascinato la macchina fuori, hanno avvicinato la macchina di Papà, aperto i cofani e collegato i cavi.
La dolce pulzella già si vedeva il padre fulminato a terra!
Quindi finchè lei cercava di far partire la macchina, lui controllava i cavi.
Niente da fare.
Hanno ritrascinato la macchina dentro il garage, superando il gradino di ingresso, e fermato il macigno prima che si schianatasse contro il muro opposto.
Papà: -Tira il freno a mano e recupera le chiavi-
Tra la portiera e il muro sinistro ci sono a malapena trenta centimetri, meno considerando scatole e cose ammassate intorno.
Seya si appiattisce, apre di poco la portiera e si lancia dentro l'abitacolo, lasciando penzolare fuori una gambe e facendo perno sull'altra.
Tira il freno a mano ringraziando Madre Natura di averla dotata di braccia lunghe e recupera le chiavi.
Quindi si rimette in piedi.
Papà la guarda e dice:
-Ma non potevi entrare dalla parte del passeggero?-
Seya non ci aveva pensato.
Seya
Seya e Papà hanno trascinato la macchina fuori, hanno avvicinato la macchina di Papà, aperto i cofani e collegato i cavi.
La dolce pulzella già si vedeva il padre fulminato a terra!
Quindi finchè lei cercava di far partire la macchina, lui controllava i cavi.
Niente da fare.
Hanno ritrascinato la macchina dentro il garage, superando il gradino di ingresso, e fermato il macigno prima che si schianatasse contro il muro opposto.
Papà: -Tira il freno a mano e recupera le chiavi-
Tra la portiera e il muro sinistro ci sono a malapena trenta centimetri, meno considerando scatole e cose ammassate intorno.
Seya si appiattisce, apre di poco la portiera e si lancia dentro l'abitacolo, lasciando penzolare fuori una gambe e facendo perno sull'altra.
Tira il freno a mano ringraziando Madre Natura di averla dotata di braccia lunghe e recupera le chiavi.
Quindi si rimette in piedi.
Papà la guarda e dice:
-Ma non potevi entrare dalla parte del passeggero?-
Seya non ci aveva pensato.
Seya
lunedì 7 gennaio 2013
ritornata
Sono riemersa dal caligo e sono tornata in quel di Padova.
Sigh!
Vorrei poter dire che gli ultimi venti gioni sono stati entusismanti e speciali. Non lo sono stati, non esattamente.
Sono stata bene ma ora sento il bisogno di disintossicarmi dalla mia famiglia (Papà, Mamma, Cugina e Zia).
Un viaggetto?
Mah, direi di no..Mi sa che mi chiudo in Università e dò il maledettissimo esame e discuto la finalissima tesi.
Abbiamo passato il Natale a Venezia, pigiati in Cà delle Comari. La notte della Vigilia, al solito, abbiamo frequentato la Messa di Mezzanotte di San Marco, officiata per la prima volta dal nuovo Patriarca.
E' finita alle due passate! Ci siamo sorbiti tutto il rito patriarchino, mezzo in italiano, mezzo in latino.
Al rientro siamo crollati per il sonno.
La cosa divertente è stata ovviamente la FdM che abbiamo fatto (in gruppo) poco prima della messa. Strano che non fosse successo, dite?!
Allora, siamo arrivati prestissimo in vista della folla che si annunciava, intorno alle 22. La piazza è affollata, non troppo, e ci piazziamo per primi (!) davanti alla porta d'ingresso laterale da cui siamo sempre entrati.
Dietro di noi si incolonnano tutti.
Quasi tutti i turisti presenti si avvicinano e ci chiedono se fossimo sicuro di quell'ingresso.
"Ma certo!" assertiamo convinti "Sure! Oui! Da!"
Da più di una parte, si sente:
"They're italian. They should know.."
Stiamo lì tranquilli e sereni, poi un guardiano si affaccia e ci fa segno di dover entrare dal portone centrale.
Panico.
Istintivamente io mi giro per urlare l'informazione a tutti ma Cugina mi afferra per il collo e urla:
"Seya, cammina!"
E dietro di noi si muove il codone di fedeli come un serpentone.
Restiamo primi della fila e dietro di noi i commenti sono:
"They're italian!"
Siamo entrati a testa china.
Il Capodanno invece lo abbiamo passato in Foresteria, nella casa dei Colli, da cui sono tornata neanche due ore fa.
Ebbene sì, quest'anno niente feste, niente amici (Stellina è venuta da noi) e soprattutto niente drammi.
Un pò mi è mancata la "festa" chiassosa e giocosa del Capodanno ma quest'anno più che mai mi sono convinta che si tratti solo di un giorno!
Non dimostro il bene/non bene che voglio alle persone solo passando con loro una serata.
I giorni della settimana appena trascorsi sono stati tranquilli e piacevoli, nonchè goderecci! Tra Cenone e Pranzo di Capodanno, Befana e Compleanno di Mamma, nonchè cene a tema con parentame vario aggregato, credo di aver messo su non pochi chili.
Non mi servivano.
Vediamo se con la tensione dei prossimi giorni qualcosa perdo..mah!
Seya
Sigh!
Vorrei poter dire che gli ultimi venti gioni sono stati entusismanti e speciali. Non lo sono stati, non esattamente.
Sono stata bene ma ora sento il bisogno di disintossicarmi dalla mia famiglia (Papà, Mamma, Cugina e Zia).
Un viaggetto?
Mah, direi di no..Mi sa che mi chiudo in Università e dò il maledettissimo esame e discuto la finalissima tesi.
Abbiamo passato il Natale a Venezia, pigiati in Cà delle Comari. La notte della Vigilia, al solito, abbiamo frequentato la Messa di Mezzanotte di San Marco, officiata per la prima volta dal nuovo Patriarca.
E' finita alle due passate! Ci siamo sorbiti tutto il rito patriarchino, mezzo in italiano, mezzo in latino.
Al rientro siamo crollati per il sonno.
La cosa divertente è stata ovviamente la FdM che abbiamo fatto (in gruppo) poco prima della messa. Strano che non fosse successo, dite?!
Allora, siamo arrivati prestissimo in vista della folla che si annunciava, intorno alle 22. La piazza è affollata, non troppo, e ci piazziamo per primi (!) davanti alla porta d'ingresso laterale da cui siamo sempre entrati.
Dietro di noi si incolonnano tutti.
Quasi tutti i turisti presenti si avvicinano e ci chiedono se fossimo sicuro di quell'ingresso.
"Ma certo!" assertiamo convinti "Sure! Oui! Da!"
Da più di una parte, si sente:
"They're italian. They should know.."
Stiamo lì tranquilli e sereni, poi un guardiano si affaccia e ci fa segno di dover entrare dal portone centrale.
Panico.
Istintivamente io mi giro per urlare l'informazione a tutti ma Cugina mi afferra per il collo e urla:
"Seya, cammina!"
E dietro di noi si muove il codone di fedeli come un serpentone.
Restiamo primi della fila e dietro di noi i commenti sono:
"They're italian!"
Siamo entrati a testa china.
Il Capodanno invece lo abbiamo passato in Foresteria, nella casa dei Colli, da cui sono tornata neanche due ore fa.
Ebbene sì, quest'anno niente feste, niente amici (Stellina è venuta da noi) e soprattutto niente drammi.
Un pò mi è mancata la "festa" chiassosa e giocosa del Capodanno ma quest'anno più che mai mi sono convinta che si tratti solo di un giorno!
Non dimostro il bene/non bene che voglio alle persone solo passando con loro una serata.
I giorni della settimana appena trascorsi sono stati tranquilli e piacevoli, nonchè goderecci! Tra Cenone e Pranzo di Capodanno, Befana e Compleanno di Mamma, nonchè cene a tema con parentame vario aggregato, credo di aver messo su non pochi chili.
Non mi servivano.
Vediamo se con la tensione dei prossimi giorni qualcosa perdo..mah!
Seya
giovedì 13 dicembre 2012
evoluzioni
Stasera Mamma è fuori a cena da sola. Cosa che succede due volte l'anno per la forte protezione (possessione?) del marito, e per la sua indole.
In ogni caso, Seya non riesce a rientrare prima che la donna parta e quindi le manda un sms, ricordando quello che la madre le dice ogni volta che è lei ad uscire la sera.
Seya: "Stai attenta con la macchina e copriti che fa freddo! Non fare tardi..e se lo fai, avvisa!..ah, sì, divertiti!"
Mamma: "Non copiare"
Seya: "non copio, imparo"
Seya
In ogni caso, Seya non riesce a rientrare prima che la donna parta e quindi le manda un sms, ricordando quello che la madre le dice ogni volta che è lei ad uscire la sera.
Seya: "Stai attenta con la macchina e copriti che fa freddo! Non fare tardi..e se lo fai, avvisa!..ah, sì, divertiti!"
Mamma: "Non copiare"
Seya: "non copio, imparo"
Seya
giovedì 22 novembre 2012
La Madonna della Salute
Ieri mattina, sopo essere andata a lezione, mi sono seduta su una panchina di Campo Santa Margherita (Venezia) a leggere il libro del momento, Radici di Alex Haley.
Mentre Kunta Kinte si lamenta dei suoi Massa e delle strane abitudini dei taubog, intorno a me si dipanano le vicende di moltissimi veneziani e alcuni turisti, quelli non mancano mai.
Molti bambini a casa per la Festa della Madonna della Salute.
E quindi, finchè nasce Kizzy, alcuni bambini, allietati da n cielo ceruleo e limpido, fanno giocato con il frisbee.
Finché Kunta si lamenta della moglie, le nonne si trovano e si congratulano a vicenda di quanto siano belli i loro nipotini.
Infine, mentre Kunta medita l'ennesima fuga dal latifondo, le siore si dipanano tra i banchetti del piccolo mercatino dell'antiquariato di Campo San Barnaba.
In lontanaza un delizioso profumino avvisa che Tonolo, la pasticceria, sta sfornando le sue prelibatezze. O è Colussi?
E' stata una mattinata tranquilla e leggera, di quelle che non mi capitavano da una vita e che avrei voluto non finissero. Ma non era possibile, bisognava assolvere ai propri doveri.
Mi sono lanciata nella grande festa cittadine con le altre donne della famiglia (Mamma, Zia e Cugina) e insieme abbiamo degnamente festeggiato la Madonna, la Salute e tutti gli annessi e connessi.
Prima si mangia la castradina, una minestra tipica della festa fatta con verze e castrato di montone, utile perchè il grasso della carne, dopo 24h di bollore, aiuta gli ammalati, ma non la dieta.
Poi ci si dirige come in processione verso la Chiesa della Salute e si comprano le candele, o si riciclano quelle di Natale.
Infine si fa la coda e si entra in Chiesa, tanto per aiutare chi ha male ai piedi.
Insomma, si arriva con lo spirito giusto.
Si prega, si accende la candela (che dopo una decina di minuti viene spenta per consentire a tutti di eseguire la pratica, e non dar fuoco alla chiesa) quindi ci si porta al centro della Chiesa, punto segnato sul pavimento con un tondo di pietra blu e "sul cielo" con la ghianda del lampadario, e si chiede la benedizione.
Questa parte io l'ho evitata. Io e la Vergine siamo d'accordo che, io faccio lo sforzo di entrare in Chiesa, lei mi solleva da altri obblighi religiosi.
Comunque, dopo aver adempiuto al proprio ruolo di cristiano, si esce dalla Sagrestia, ammirando i meravigliosi Tiziano esposti e bellamente ignorati, e si va alle bancarelle di cibo, in perfetto stile sagra, dove si mangiano ciambelle fritte e frutta secca caramellata.
La globalizzazione vuole che ora, sui banchetti, si trovino anche croccanti, cremini, ciambelle americane, paste di mandorle e specialità sicule.
Personalmente, preferisco la frittella gigante e bollente.
Si recupera un palloncino e si torna a casa.
Il tutto dura un paio di ore, non di più, eppure il continuo viavai di gente, di veneziani, fa capire che la città tutta si mobilita perchè è attaccata alle proprie tradizioni.
E non importa se per un giorno non si produce, se ci si prende ferie o permessi, se si va contro il modello tedesco. E' la nostra tradizione.
E va conservata.
Seya
PS: Ovviamente, dopo essere andata a farmi benedire, nel vero senso della parola, sono a casa ammalata con la febbre. C'è da farsi qualche domanda..
Mentre Kunta Kinte si lamenta dei suoi Massa e delle strane abitudini dei taubog, intorno a me si dipanano le vicende di moltissimi veneziani e alcuni turisti, quelli non mancano mai.
Molti bambini a casa per la Festa della Madonna della Salute.
E quindi, finchè nasce Kizzy, alcuni bambini, allietati da n cielo ceruleo e limpido, fanno giocato con il frisbee.
Finché Kunta si lamenta della moglie, le nonne si trovano e si congratulano a vicenda di quanto siano belli i loro nipotini.
Infine, mentre Kunta medita l'ennesima fuga dal latifondo, le siore si dipanano tra i banchetti del piccolo mercatino dell'antiquariato di Campo San Barnaba.
In lontanaza un delizioso profumino avvisa che Tonolo, la pasticceria, sta sfornando le sue prelibatezze. O è Colussi?
E' stata una mattinata tranquilla e leggera, di quelle che non mi capitavano da una vita e che avrei voluto non finissero. Ma non era possibile, bisognava assolvere ai propri doveri.
Mi sono lanciata nella grande festa cittadine con le altre donne della famiglia (Mamma, Zia e Cugina) e insieme abbiamo degnamente festeggiato la Madonna, la Salute e tutti gli annessi e connessi.
Prima si mangia la castradina, una minestra tipica della festa fatta con verze e castrato di montone, utile perchè il grasso della carne, dopo 24h di bollore, aiuta gli ammalati, ma non la dieta.
Poi ci si dirige come in processione verso la Chiesa della Salute e si comprano le candele, o si riciclano quelle di Natale.
Infine si fa la coda e si entra in Chiesa, tanto per aiutare chi ha male ai piedi.
Insomma, si arriva con lo spirito giusto.
Si prega, si accende la candela (che dopo una decina di minuti viene spenta per consentire a tutti di eseguire la pratica, e non dar fuoco alla chiesa) quindi ci si porta al centro della Chiesa, punto segnato sul pavimento con un tondo di pietra blu e "sul cielo" con la ghianda del lampadario, e si chiede la benedizione.
Questa parte io l'ho evitata. Io e la Vergine siamo d'accordo che, io faccio lo sforzo di entrare in Chiesa, lei mi solleva da altri obblighi religiosi.
Comunque, dopo aver adempiuto al proprio ruolo di cristiano, si esce dalla Sagrestia, ammirando i meravigliosi Tiziano esposti e bellamente ignorati, e si va alle bancarelle di cibo, in perfetto stile sagra, dove si mangiano ciambelle fritte e frutta secca caramellata.
La globalizzazione vuole che ora, sui banchetti, si trovino anche croccanti, cremini, ciambelle americane, paste di mandorle e specialità sicule.
Personalmente, preferisco la frittella gigante e bollente.
Si recupera un palloncino e si torna a casa.
Il tutto dura un paio di ore, non di più, eppure il continuo viavai di gente, di veneziani, fa capire che la città tutta si mobilita perchè è attaccata alle proprie tradizioni.
E non importa se per un giorno non si produce, se ci si prende ferie o permessi, se si va contro il modello tedesco. E' la nostra tradizione.
E va conservata.
Seya
PS: Ovviamente, dopo essere andata a farmi benedire, nel vero senso della parola, sono a casa ammalata con la febbre. C'è da farsi qualche domanda..
domenica 11 novembre 2012
estate di San Martino
Oh Novembre, come sei bello
abiti in un castello,
ornato di fronde e foglie d'oro
che brillano come un tesoro.
Tu porti foglie di tutti i colori
e per i morti tanti fiori.
Tu ci porti la festa dei Santi
vino e castagne per tutti quanti.
E con la festa di San Martino
è contento ogni bambino.
domenica 4 novembre 2012
56 anni..
Pranzo da Zia insieme a Cugina e genitori.
Zia: -Tesoro (Cugina), porta via i piatti e prepara il caffé-
Padre: -Dai, ti do una mano che se no poi qui dicono che mangio a sbaffo-
Zia: - non è vero, non te lo ha mai detto nessuno-
Padre aiuta Cugina e, una volta adempiuto l'arduo compito, guarda Zia e chiede:
-Adesso posso guardare il Gran Premio?-
Le quattro donne presenti scoppiano a ridere.
Seya
Zia: -Tesoro (Cugina), porta via i piatti e prepara il caffé-
Padre: -Dai, ti do una mano che se no poi qui dicono che mangio a sbaffo-
Zia: - non è vero, non te lo ha mai detto nessuno-
Padre aiuta Cugina e, una volta adempiuto l'arduo compito, guarda Zia e chiede:
-Adesso posso guardare il Gran Premio?-
Le quattro donne presenti scoppiano a ridere.
Seya
sabato 20 ottobre 2012
the devil wears...Pervinca!
Zia è di nuovo in Ospedale.
Seya si arma di pazienza, indossa la prima felpa che le capita sotto mano (violetto, di Mamma) e prende le chiavi della macchina.
Arrivate, lei e Mamma salgono all'ottavo girone e vanno dalla malata, prontamente assistita dall'ansiosissima figlia, ovvero Cugina.
Tra una chiacchiera e l'altra, Cugina fa:
-Sto buttando via alcuni vestiti. Seya, secondo me ti starebbero benissimo. C'è un vestito viola in velluto che ti starebbe d'incanto. E' proprio carino!-
Vestito. Viola. Velluto.
Troppe V per piacere a Seya che declina con un:
-Ma mi ci vedi in viola?-
Poi si guarda la felpa e dice: -Va beh, a parte questa!-
Cugina&Zia: -Quella non è viola. Non è lilla. Quello è Pervinca-
Seya si è sentita molto Anne Hathway qui:
Seya
Seya si arma di pazienza, indossa la prima felpa che le capita sotto mano (violetto, di Mamma) e prende le chiavi della macchina.
Arrivate, lei e Mamma salgono all'ottavo girone e vanno dalla malata, prontamente assistita dall'ansiosissima figlia, ovvero Cugina.
Tra una chiacchiera e l'altra, Cugina fa:
-Sto buttando via alcuni vestiti. Seya, secondo me ti starebbero benissimo. C'è un vestito viola in velluto che ti starebbe d'incanto. E' proprio carino!-
Vestito. Viola. Velluto.
Troppe V per piacere a Seya che declina con un:
-Ma mi ci vedi in viola?-
Poi si guarda la felpa e dice: -Va beh, a parte questa!-
Cugina&Zia: -Quella non è viola. Non è lilla. Quello è Pervinca-
Seya si è sentita molto Anne Hathway qui:
Seya
domenica 7 ottobre 2012
uniformi e potere
Chi era? Wilde?
Quello che diceva "Tutti gli uomini sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri".
Ieri mattina abbiamo avuto una prova di questo detto, o meglio di una sua rielaborazione, ovvero "La legge è uguale per tutti ma per alcuni è più uguale che per altri".
Allora, Seya, Mamma e Papà sono in macchina per andare dal dentista. Entrano in tangenziale e artono a correre.
La guida di Papà non è delle più tranquille dal momento che, forte del suo "guido tutti i giorni, io so come si guida", ognitanto tende a correre o frena all'ultimo, "perchè io conosco la mia macchina".
A Seya non piace molto questo suo modo di fare sebbene apprezzi una guida sportiva come la sua.
Sono in macchina, dicevamo.
Ad un certo punto una pattuglia della municipale si butta in tangenziale, tagliando la strada alla macchina dietro a quella di Seya e parte a corre.
Nessuna luce o sirena accesa quindi nessun diritto a correre più del consentito.
Per superare proprio la macchina di Seya, si mette in corsia di accellerazione senza nessun tipo di segnalazione.
Papà, che ama la correttezza e la giustizia più di qualunque cosa, fa segno alla pattuglia di inserire le frecce in caso di cambio corsia.
Il gesto viene mal interpretato dalla pattuglia e le due macchine iniziano una breve gara per dimostrare che "siamo uomini e abbiamo le palle", finchè la pattuglia mette fuori la paletta, facendo segno di accostare.
Il poliziotto-autista scende iroso e forte della sua posizione e aggredisce Papà per il segno fatto.
Papà, che le cose non le manda a dire, spiega a modo suo, cioè non in maniera diplomatica, quelle che sono le mancanze della pattuglia in fatto di segnalazioni, per non parlare della velocità. Il poliziotto piegato sulla macchina minaccioso, Papà in macchina con le mani sul volante.
Forte del suo ruolo, il poliziotto chiede patente, libretto e assicurazione.
Fregato, tutto regolare.
E allora fa notare che la macchina non ha gli anabaglianti accesi.
Inutili, completamente inutili, viste le condizioni di visibilità.
Ma qualcosa dovevano pur trovare..
Mamma zittisce Papà, gli fa accendere gli anabaglianti e gli dice di ripartire.
I poliziotti restituiscono i documenti e lasciano andare, ignorando che Papà ha intenzione di far ricorso.
Nuovamente in strada, con veleno nelle vene, Papà supera un pò di macchine tra cui una senza luci (neanche quelle di posizioni), una con il bambino lasciato senza cintura nel sedile posteriore e una terza che ha il volume della musica decisamente alto.
La pattuglia arriva da dietro e supera tutti, in barba alle regole sui limiti delle velocità e a quello che è il suo dovere, per poi fermarsi al primo autogrill per il caffè di metà mattina.
Seya e Mamma hanno dovuto trattenere quasi fisicamente Papà dal fermarsi in autogrill per riprendere i due poliziotti.
Seya
PS: Questo non vuole essere un attacco alle forze dell'ordine, cui io sono legata avendo anche parenti tra loro. Non posso però negare che molti di quelli con l'uniforme si sentano degli dei in terra, cosa per nulla corretta.
Quello che diceva "Tutti gli uomini sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri".
Ieri mattina abbiamo avuto una prova di questo detto, o meglio di una sua rielaborazione, ovvero "La legge è uguale per tutti ma per alcuni è più uguale che per altri".
Allora, Seya, Mamma e Papà sono in macchina per andare dal dentista. Entrano in tangenziale e artono a correre.
La guida di Papà non è delle più tranquille dal momento che, forte del suo "guido tutti i giorni, io so come si guida", ognitanto tende a correre o frena all'ultimo, "perchè io conosco la mia macchina".
A Seya non piace molto questo suo modo di fare sebbene apprezzi una guida sportiva come la sua.
Sono in macchina, dicevamo.
Ad un certo punto una pattuglia della municipale si butta in tangenziale, tagliando la strada alla macchina dietro a quella di Seya e parte a corre.
Nessuna luce o sirena accesa quindi nessun diritto a correre più del consentito.
Per superare proprio la macchina di Seya, si mette in corsia di accellerazione senza nessun tipo di segnalazione.
Papà, che ama la correttezza e la giustizia più di qualunque cosa, fa segno alla pattuglia di inserire le frecce in caso di cambio corsia.
Il gesto viene mal interpretato dalla pattuglia e le due macchine iniziano una breve gara per dimostrare che "siamo uomini e abbiamo le palle", finchè la pattuglia mette fuori la paletta, facendo segno di accostare.
Il poliziotto-autista scende iroso e forte della sua posizione e aggredisce Papà per il segno fatto.
Papà, che le cose non le manda a dire, spiega a modo suo, cioè non in maniera diplomatica, quelle che sono le mancanze della pattuglia in fatto di segnalazioni, per non parlare della velocità. Il poliziotto piegato sulla macchina minaccioso, Papà in macchina con le mani sul volante.
Forte del suo ruolo, il poliziotto chiede patente, libretto e assicurazione.
Fregato, tutto regolare.
E allora fa notare che la macchina non ha gli anabaglianti accesi.
Inutili, completamente inutili, viste le condizioni di visibilità.
Ma qualcosa dovevano pur trovare..
Mamma zittisce Papà, gli fa accendere gli anabaglianti e gli dice di ripartire.
I poliziotti restituiscono i documenti e lasciano andare, ignorando che Papà ha intenzione di far ricorso.
Nuovamente in strada, con veleno nelle vene, Papà supera un pò di macchine tra cui una senza luci (neanche quelle di posizioni), una con il bambino lasciato senza cintura nel sedile posteriore e una terza che ha il volume della musica decisamente alto.
La pattuglia arriva da dietro e supera tutti, in barba alle regole sui limiti delle velocità e a quello che è il suo dovere, per poi fermarsi al primo autogrill per il caffè di metà mattina.
Seya e Mamma hanno dovuto trattenere quasi fisicamente Papà dal fermarsi in autogrill per riprendere i due poliziotti.
Seya
PS: Questo non vuole essere un attacco alle forze dell'ordine, cui io sono legata avendo anche parenti tra loro. Non posso però negare che molti di quelli con l'uniforme si sentano degli dei in terra, cosa per nulla corretta.
sabato 22 settembre 2012
sottile ironia
Seya fa i modellini per le scenografie dei burattini. Ad un certo punto ha un problema con un tornio e dopo un paio di ore decide di chiedere aiuto a chi ne sa più di lei, suo padre.
Seya: "Ti prego, dimmi che ne capisci qualcosa di torni"
Papà: "Ho il diploma"
Seya: "Ma allora sei utile!"
Papà: "Grazie"
Seya: "Ma ti pare.."
Seya
Seya: "Ti prego, dimmi che ne capisci qualcosa di torni"
Papà: "Ho il diploma"
Seya: "Ma allora sei utile!"
Papà: "Grazie"
Seya: "Ma ti pare.."
Seya
giovedì 6 settembre 2012
back
Non è una gran settimana. Ormai è una costante, non c'è di che preoccuparsi.
Sembra che l'entusiasmo con cui sono tornata dalla Spagna sia scemato e si sia quasi totalmente annullato nel brusco ritorno a ritmi e necessità italiane e familiari.
Ieri mia Zia mi ha costretto ad accompagnarla a fare shopping. Lei la chiama Shopping Theraphy.
Ecco, per me è un supplizio.
Io odio andare a fare spese. Okay, magari "odio" è un termine troppo forte. Diciamo che mi scoccia parecchio.
A me piace spiluccare i mercatini e cercare nei negozi e magazzini dell'usato, nonostante la fatica a trovare le taglie.
E se proprio devo prendere qualcosa, vado a cercare quello di cui ho bisogno.
Diciamolo, sono un pò un disastro a prendermi cura di me sotto questo punto di vista, però avere un guinzaglio al collo e girare per un immenso outlet nella provincia veneta non è la soluzione.
In realtà ieri non è andata poi così male. Il fatto che lei stia male, un pò la frena e dunque la stretta al collo non è poi così vincolante.
Lei si è autoregalata un servizio di piatti da 12 di Villeroy Bosh orrendo (ovviamente il mio gusto è stato platealmente ignorato); io mi sono presa un paio di magliette da Desigual.
Poi abbiamo girato.
Sconvolgente vedere tanti soldi girare in un unico pomeriggio: l'outlet riunisce grandi marche e la quantità di stranieri pieni di soldi che giravano era incredibile!
Considerando il periodo, poi..
Ieri sera invece ho regalato a me e Mamma il cinema: siamo andati a vedere RIBELLE - THE BRAVE, l'ultimo della Disney Pixar per intenderci.
Non male.
Non mi ha fatto impazzire come Rapunzel (ma come ha detto giustamente Principessa, quello era un Disney Classic, questo è un Pixar) però ho apprezzato molto il messaggio della storia e la caratterizzazione della protagonista.
Una ragazza adolescente, in piena lotta con i genitori, specialmente la madre, che sogna la libertà e l'indipendenza. Inoltre la sua chioma di folti capelli rossi e a molla farà tendenza!
La storia è un pò arrampicata ma sta sostanzialemente in piedi.
Credo sia comunque da vedere.
A mia madre sono piaciute molto le musiche (cornamuse, arpe e tamburi), io ho apprezzato particolarmente il disegno, forse a tratti un pò "paffutello" ma molto piacevole.
Ora Paralimpiadi.
Voi le state vedendo?
Io mi stupisco sempre di più a vedere le imprese degli atleti. Altro che Calcio e Veline, questo è vero sport!
Seya
Sembra che l'entusiasmo con cui sono tornata dalla Spagna sia scemato e si sia quasi totalmente annullato nel brusco ritorno a ritmi e necessità italiane e familiari.
Ieri mia Zia mi ha costretto ad accompagnarla a fare shopping. Lei la chiama Shopping Theraphy.
Ecco, per me è un supplizio.
Io odio andare a fare spese. Okay, magari "odio" è un termine troppo forte. Diciamo che mi scoccia parecchio.
A me piace spiluccare i mercatini e cercare nei negozi e magazzini dell'usato, nonostante la fatica a trovare le taglie.
E se proprio devo prendere qualcosa, vado a cercare quello di cui ho bisogno.
Diciamolo, sono un pò un disastro a prendermi cura di me sotto questo punto di vista, però avere un guinzaglio al collo e girare per un immenso outlet nella provincia veneta non è la soluzione.
In realtà ieri non è andata poi così male. Il fatto che lei stia male, un pò la frena e dunque la stretta al collo non è poi così vincolante.
Lei si è autoregalata un servizio di piatti da 12 di Villeroy Bosh orrendo (ovviamente il mio gusto è stato platealmente ignorato); io mi sono presa un paio di magliette da Desigual.
Poi abbiamo girato.
Sconvolgente vedere tanti soldi girare in un unico pomeriggio: l'outlet riunisce grandi marche e la quantità di stranieri pieni di soldi che giravano era incredibile!
Considerando il periodo, poi..
Ieri sera invece ho regalato a me e Mamma il cinema: siamo andati a vedere RIBELLE - THE BRAVE, l'ultimo della Disney Pixar per intenderci.
Non male.
Non mi ha fatto impazzire come Rapunzel (ma come ha detto giustamente Principessa, quello era un Disney Classic, questo è un Pixar) però ho apprezzato molto il messaggio della storia e la caratterizzazione della protagonista.
Una ragazza adolescente, in piena lotta con i genitori, specialmente la madre, che sogna la libertà e l'indipendenza. Inoltre la sua chioma di folti capelli rossi e a molla farà tendenza!
La storia è un pò arrampicata ma sta sostanzialemente in piedi.
Credo sia comunque da vedere.
A mia madre sono piaciute molto le musiche (cornamuse, arpe e tamburi), io ho apprezzato particolarmente il disegno, forse a tratti un pò "paffutello" ma molto piacevole.
Ora Paralimpiadi.
Voi le state vedendo?
Io mi stupisco sempre di più a vedere le imprese degli atleti. Altro che Calcio e Veline, questo è vero sport!
Seya
domenica 2 settembre 2012
tanto perché non sono golosa
Seya sbircia in cucina, trova dei piccoli assaggini e si mette a sbocconcellare..
Mamma: Seya, basta sbeccolare!
Seya: non sto sbeccolando! sto facendo ginnastica gastrica!
Mamma prepara un dolce per rendere la mancata serata al village più dolce a Seya.
Seya e Papá si mettono a mangiarla dopo cena.
Papà: Ma questa torta non va bene per la colazione..non è per inzuppo!
Seya: può anche non arrivare a colazione...
Seya è abituata a portarsi via per pranzo gli avanzi delle cene e per ciò dice spesso di essere la "pattumiera" di casa.
Papà: Ma sono già finiti gli assaggini che hai preparato?
Mamma: Sono nella pattumiera
Papà: Perché? erano buoni..
Mamma: infatti..li ha Seya per il pranzo..
Seya si rabbuia
Mamma: Non sei tu che dici di essere la pattumiera?!
Seya: Anche se non confermate tutto quello che dico, non mi offendo...
Seya
Mamma: Seya, basta sbeccolare!
Seya: non sto sbeccolando! sto facendo ginnastica gastrica!
Mamma prepara un dolce per rendere la mancata serata al village più dolce a Seya.
Seya e Papá si mettono a mangiarla dopo cena.
Papà: Ma questa torta non va bene per la colazione..non è per inzuppo!
Seya: può anche non arrivare a colazione...
Seya è abituata a portarsi via per pranzo gli avanzi delle cene e per ciò dice spesso di essere la "pattumiera" di casa.
Papà: Ma sono già finiti gli assaggini che hai preparato?
Mamma: Sono nella pattumiera
Papà: Perché? erano buoni..
Mamma: infatti..li ha Seya per il pranzo..
Seya si rabbuia
Mamma: Non sei tu che dici di essere la pattumiera?!
Seya: Anche se non confermate tutto quello che dico, non mi offendo...
Seya
martedì 21 agosto 2012
A volta ritornano....
Seya è tornata.
Inutile dire che non ne è contenta.
Da una parte perchè i ritmi presi fuori Italia sono difficili da dimenticare, un pò perchè la realtà l'ha riportata con i piedi per terra in cinque secondi.
Padre a letto con influenza e mal di gola (più che altro stress) e zia in ospedale con sospetta colica biliare.
Ieri pomeriggio passato in sala d'attesa del Pronto Soccorso, al telefono con mia cugina che è ansiosa a livello patologico.
Ma che bello!
Dicevamo del ritorno.
Un tuor-de-force! Un pò perchè sono loca (scema!), un pò perchè sono troppo buona, un pò perchè faccio le cose senza sapere.
Mi sono beccata 18 ore di attesa in aeroporto. E ho scoperto a mie spese che l'aereoporto di Barajas non ha nulla prima del check-in. Nulla!!
Solo un bar con prezzi assurdi!
Immaginatevi me, senza ipad o pc, senza libro (tranne uno di studio...ma mi sono rifiutata!) che aspetto. Mi hanno salvato le parole crociate e il mio quaderno delle scritture.
E comunque è stata una discreta avventura anche questa. Per carità, non ci tengo a ripeterla però l'idea di avere 18 ore senza far nulla, sola in un certo senso mi piace.
Ho pensato, abbastanza. Ho scritto, sufficientemente (anche se non so quando riuscirò a trascrivere dal cartaceo all'elettronico). Ho osservato, forse troppo.
La gente degli aeroporti è tanta e abbastanza diversificata. Ci sono quelli del "io viaggio comodo" (di cui io faccio parte), ci sono quelli "ma che penseranno di me quando scendo dall'aereo", ci sono quelli "il corpo è mio e me lo gestisco io".
E altri. Senza contrare poi che ogni nazionalità diversifica queste mie categorie a modo suo e in maniera spesso pittoresca.
Un'avventura.
Un pò come quella vissuta a Manzanares.
Ieri Kàlos, quando ho dato segnali di vita, mi ha chiesto "ti senti cambiata?". Non gli ho risposto causa emergenza zia, eppure ancora adesso non saprei.
Non mi sento diversa. Mi sento la stessa Seya di sempre. Con un pò di cose in più da dire, che non dirò mai, e con un pò di coscienza in più sulle cose, che non userò perchè troppo impulsiva.
Eppure vedo alcune cose con prospettive diverse.
Mi mancano i ritmi di lì e la tranquillità del luogo, sebbene io sia al 100% un animale da città.
Non mi manca la rigida schedule quotidiana che diceva cosa fare in ogni momento del dì.
Mi manca il senso di libertà e di sicurezza che provo ogni volta che esco dall'Italia.
Non mi manca la cucina di lì.
Mi manca l'affiatamento con gli altri volontari, le nostre riunioni in 3/4 lingue (una sera avevo il cervello diviso in 4 scompartimenti e facevo da traduttrice tra uno e l'altro: italiano, inglese, francese e spagnolo...considerando che il mio francese e il mio spagnolo sono abbastanza patetici, immaginatevi che ne è venuto fuori!) e le eterne partite di carte.
Non mi manca l'isolamento del luogo, in cui non arrivava internet, saltava regolarmente la luce e spesso l'acqua del bagno non funzionava.
Non credo che lo rifarei. Eppure vorrei tornare, sicuramente nella Mancia, ma anche al centro, tanto per vedere se le cose continuano con la loro lenta pacatezza.
Lo consiglio, questo sì, perchè tanta gente ha bisogno di avere un impatto diretto con le cose per apprenderle, quindi sì, andateci!
E una cosa è certa, se già la droga non mi interessava nè entusiasmava prima, ora è decisamente fuori dalla mia vita.
Seya
Inutile dire che non ne è contenta.
Da una parte perchè i ritmi presi fuori Italia sono difficili da dimenticare, un pò perchè la realtà l'ha riportata con i piedi per terra in cinque secondi.
Padre a letto con influenza e mal di gola (più che altro stress) e zia in ospedale con sospetta colica biliare.
Ieri pomeriggio passato in sala d'attesa del Pronto Soccorso, al telefono con mia cugina che è ansiosa a livello patologico.
Ma che bello!
Dicevamo del ritorno.
Un tuor-de-force! Un pò perchè sono loca (scema!), un pò perchè sono troppo buona, un pò perchè faccio le cose senza sapere.
Mi sono beccata 18 ore di attesa in aeroporto. E ho scoperto a mie spese che l'aereoporto di Barajas non ha nulla prima del check-in. Nulla!!
Solo un bar con prezzi assurdi!
Immaginatevi me, senza ipad o pc, senza libro (tranne uno di studio...ma mi sono rifiutata!) che aspetto. Mi hanno salvato le parole crociate e il mio quaderno delle scritture.
E comunque è stata una discreta avventura anche questa. Per carità, non ci tengo a ripeterla però l'idea di avere 18 ore senza far nulla, sola in un certo senso mi piace.
Ho pensato, abbastanza. Ho scritto, sufficientemente (anche se non so quando riuscirò a trascrivere dal cartaceo all'elettronico). Ho osservato, forse troppo.
La gente degli aeroporti è tanta e abbastanza diversificata. Ci sono quelli del "io viaggio comodo" (di cui io faccio parte), ci sono quelli "ma che penseranno di me quando scendo dall'aereo", ci sono quelli "il corpo è mio e me lo gestisco io".
E altri. Senza contrare poi che ogni nazionalità diversifica queste mie categorie a modo suo e in maniera spesso pittoresca.
Un'avventura.
Un pò come quella vissuta a Manzanares.
Ieri Kàlos, quando ho dato segnali di vita, mi ha chiesto "ti senti cambiata?". Non gli ho risposto causa emergenza zia, eppure ancora adesso non saprei.
Non mi sento diversa. Mi sento la stessa Seya di sempre. Con un pò di cose in più da dire, che non dirò mai, e con un pò di coscienza in più sulle cose, che non userò perchè troppo impulsiva.
Eppure vedo alcune cose con prospettive diverse.
Mi mancano i ritmi di lì e la tranquillità del luogo, sebbene io sia al 100% un animale da città.
Non mi manca la rigida schedule quotidiana che diceva cosa fare in ogni momento del dì.
Mi manca il senso di libertà e di sicurezza che provo ogni volta che esco dall'Italia.
Non mi manca la cucina di lì.
Mi manca l'affiatamento con gli altri volontari, le nostre riunioni in 3/4 lingue (una sera avevo il cervello diviso in 4 scompartimenti e facevo da traduttrice tra uno e l'altro: italiano, inglese, francese e spagnolo...considerando che il mio francese e il mio spagnolo sono abbastanza patetici, immaginatevi che ne è venuto fuori!) e le eterne partite di carte.
Non mi manca l'isolamento del luogo, in cui non arrivava internet, saltava regolarmente la luce e spesso l'acqua del bagno non funzionava.
Non credo che lo rifarei. Eppure vorrei tornare, sicuramente nella Mancia, ma anche al centro, tanto per vedere se le cose continuano con la loro lenta pacatezza.
Lo consiglio, questo sì, perchè tanta gente ha bisogno di avere un impatto diretto con le cose per apprenderle, quindi sì, andateci!
E una cosa è certa, se già la droga non mi interessava nè entusiasmava prima, ora è decisamente fuori dalla mia vita.
Seya
giovedì 12 luglio 2012
il punto della situazione
Non ho niente di particolare da dire, da scrivere e da raccontarvi: La vita prosegue piu` o meno serena in quasi ogni campo.
Settimana prossima ho due esami (ovviamente lo stesso giorno) e si spera che vadano entrambi in modo da ritrovarmi al fatidico -1.
Il caldo per oggi ha lasciato spazio ad una piacevole brezza che ha fatto tornare tutti a respirare a fondo. Speriamo regga fino a Sabato perche` c'e` il Redentore e voglio godermi i fuochi in sacrosanta pace.
Avevo pensato di rinunciare alla festivita` causa esami ma l'allegra famigliola ha organizzato (come sempre) un ritrovo in campo con sarde in saor e musica tradizionale, e non si puo` rinunciare.
Ho comunque avuto la conferma che potro` ritenermi sollevata da ogni lavorazione (specialmente per le sarde..avrei puzzato di pesce per i successivi 5 giorni!) e passare il tempo a studiare in camera.
La famiglia e` tranquilla e serena, quasi un miracolo, e tutti sono molto gasati per il Redentore.
Hanno finalmente trasferito Mamma nel nuovo ufficio, a 100 metri dalla Torre dove studio, e la cosa mi permette di scroccare il pranzo un giorno si` e l'altro pure.
Ci accontentiamo di poco, dai.
La BimbaFurbetta, la cugina del Marmocchio, e` la mia nuova vittima delle ripetizioni. AL momento si comporta in maniera accettabile pero` deve imparare che tra le due la furba sono io e non lei..dovro` inventarmi il modo di farglielo capire prima che mi metta i piedi in testa. Vedremo alle prossime ripetizioni.
Gli amici continuano con le loro soap-operas.
Principessa e E si sono dette definitivamente addio e non nel migliore dei modi, mettendo pure in mezzo la sottoscritta.
Risultato: ho litigato con E e ancora non ho risolto..e non si potra` risolvere facilmente visto che io sono vendicativa e lei e` molto severa con gli altri. Ci pensero` dopo gli esami, per ora ci convivo in maniera civile, buttando giu` qualche boccone amaro che ognitanto ha l'abitudine di rifilare.
Con Principessa le cose sono state un po` piu` complicate, piu` che altro per quelli che sono i miei sentimenti per lei, che per quanto sopiti, non si annulleranno mai. Comunque, ci parliamo e ridiamo insieme ma so perfettamente che al momento non sono la prima persona della sua lista. Passera`.
Con Peter Pan non ci siamo visti ma ci sentiamo abbastanza e la cosa mi rende talmente tanto felice che non so che santi ringraziare.
Lui e` il tipo di amico che mi e` mancato negli ultimi 2 anni. Spero che lei cose possano veramente ricominciare. Anche qui, vedremo.
Medico e` tornato dall'Erasmus gasatissimo e sta applicando a Padova la vita che ha condotto in Francia per un anno. Il problema e` che qui lui e la sua famiglia sono conosciuti e temo per la sua reputazione, non perche` mi interessi la cosa di per se` ma perche` e` un ragazzo talmente tanto meraviglioso che sentirgli affibiare nomignomi di disprezzo mi rattrista.
Angioletto e` sempre il solito ansioso. Al momento la cosa che piu` mi preoccupa e` il legame che sta creando con E..vorrei evitare di litigare anche con lui.
Guida e` super-stressata dal lavoro e se io mi sono permessa di dirle "datti una calmata", direi che il bisogno di una pausa e` imminente. Spero che riesca ad andare in Puglia con Ricciolina come voleva, e rilassarsi un po'.
Mela la vedo stasera, andiamo a teatro. Sono sicura che andra` tutto bene.
Con tutti gli altri niente di particolare.
Va beh, vado a pranzo!
Seya
Settimana prossima ho due esami (ovviamente lo stesso giorno) e si spera che vadano entrambi in modo da ritrovarmi al fatidico -1.
Il caldo per oggi ha lasciato spazio ad una piacevole brezza che ha fatto tornare tutti a respirare a fondo. Speriamo regga fino a Sabato perche` c'e` il Redentore e voglio godermi i fuochi in sacrosanta pace.
Avevo pensato di rinunciare alla festivita` causa esami ma l'allegra famigliola ha organizzato (come sempre) un ritrovo in campo con sarde in saor e musica tradizionale, e non si puo` rinunciare.
Ho comunque avuto la conferma che potro` ritenermi sollevata da ogni lavorazione (specialmente per le sarde..avrei puzzato di pesce per i successivi 5 giorni!) e passare il tempo a studiare in camera.
La famiglia e` tranquilla e serena, quasi un miracolo, e tutti sono molto gasati per il Redentore.
Hanno finalmente trasferito Mamma nel nuovo ufficio, a 100 metri dalla Torre dove studio, e la cosa mi permette di scroccare il pranzo un giorno si` e l'altro pure.
Ci accontentiamo di poco, dai.
La BimbaFurbetta, la cugina del Marmocchio, e` la mia nuova vittima delle ripetizioni. AL momento si comporta in maniera accettabile pero` deve imparare che tra le due la furba sono io e non lei..dovro` inventarmi il modo di farglielo capire prima che mi metta i piedi in testa. Vedremo alle prossime ripetizioni.
Gli amici continuano con le loro soap-operas.
Principessa e E si sono dette definitivamente addio e non nel migliore dei modi, mettendo pure in mezzo la sottoscritta.
Risultato: ho litigato con E e ancora non ho risolto..e non si potra` risolvere facilmente visto che io sono vendicativa e lei e` molto severa con gli altri. Ci pensero` dopo gli esami, per ora ci convivo in maniera civile, buttando giu` qualche boccone amaro che ognitanto ha l'abitudine di rifilare.
Con Principessa le cose sono state un po` piu` complicate, piu` che altro per quelli che sono i miei sentimenti per lei, che per quanto sopiti, non si annulleranno mai. Comunque, ci parliamo e ridiamo insieme ma so perfettamente che al momento non sono la prima persona della sua lista. Passera`.
Con Peter Pan non ci siamo visti ma ci sentiamo abbastanza e la cosa mi rende talmente tanto felice che non so che santi ringraziare.
Lui e` il tipo di amico che mi e` mancato negli ultimi 2 anni. Spero che lei cose possano veramente ricominciare. Anche qui, vedremo.
Medico e` tornato dall'Erasmus gasatissimo e sta applicando a Padova la vita che ha condotto in Francia per un anno. Il problema e` che qui lui e la sua famiglia sono conosciuti e temo per la sua reputazione, non perche` mi interessi la cosa di per se` ma perche` e` un ragazzo talmente tanto meraviglioso che sentirgli affibiare nomignomi di disprezzo mi rattrista.
Angioletto e` sempre il solito ansioso. Al momento la cosa che piu` mi preoccupa e` il legame che sta creando con E..vorrei evitare di litigare anche con lui.
Guida e` super-stressata dal lavoro e se io mi sono permessa di dirle "datti una calmata", direi che il bisogno di una pausa e` imminente. Spero che riesca ad andare in Puglia con Ricciolina come voleva, e rilassarsi un po'.
Mela la vedo stasera, andiamo a teatro. Sono sicura che andra` tutto bene.
Con tutti gli altri niente di particolare.
Va beh, vado a pranzo!
Seya
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