sabato 28 gennaio 2012

Europei

Certo che dopo due esami, non so quante giornate storte e un paio di delusioni, passare la giornata a guardare gli Europei di Pattinaggio sul Ghiaccio è una cosa che mi rende felice. Specialmente se dopo due anni torna il meraviglioso Zar Evgeni Plushenko e vince il settimo titolo nonostante l'età e i problemi fisici. Ah, sì, anche Carolina Kostner ha vinto il quarto titolo...


I campioni della Coppia d'Artistico (però mancavano i grandissimi rivali...) Volosozhar/Trankov


Evgeni Plushenko


Pechalat/Beuzat campioni per la Danza

Carolina Kostner: Long Program
Victoria Helgesson: Long Program
Elene Gedenavishvili: Long Program



Seya

mercoledì 25 gennaio 2012

seriousness of the third year

Martone ha dato degli sfigati a quanti si laureano a 28 anni.
Per carita`, non e` una bella cosa da dire, pero`, io dico, ha proprio tutti i torti?
Certo, ci sono casi e casi ma alla fine il succo della questione non e` mica sbagliata, e non capisco tutto questo scatenarsi contro chi ha semplicemente detto la verita`.
Da anni si parla di meritocrazia e di dare maggior spazio alle eccellenze d'Italia, e se lo diceva una che, non riuscendo a laurearsi in Lombardia (o dovunque lei fosse), e` andata a discutere la tesi a Reggio Calabria (con tutto il rispetto per l'Universita` di Reggio Calabria) e vantava una grammatica italiana degna della pubblicita` della Dash, allora possiamo anche iniziare a pensare che qualcosa di vero ci debba essere.
Non bisogna generalizzare.
Laurearsi a 28 anni, senza fare masters o stages, ne` lavorando, e` veramente da sfigati pero`..

Pero` io qui sono punta sul vivo.

Un po` per il mio stramaledetto orgoglio che, spesso e volentieri, mi ha fatto sbagliare strada e prendere delle grandi cantonate, un po` per la mia situazione.
Ok, tra 5 esami mi dovrei laureare alla Triennale e non ho intenzione di fare la Specialistica, non subito almeno e, sicuramente, non a Padova, pero` sono un anno fuori corso.
E la cosa mi pesa.
Mi pesa tantissimo.
Mi pesa specialmente vedendo amici e conoscenti laurearsi e farcela prima di me.
E mi fa ancora piu` rabbia sentire la gente lodarmi quando dico di studiare Matematica a Padova che, per chi non lo sapesse, (qui)  e` una delle facolta` migliori e piu` difficili d'Italia. Non per la lode in se`, per carita`, ma per l'implicita e, per alcuni, ovvia conseguenza che io sia un genio.
Non lo sono.
Ho passato una vita a sentirmi realizzata solo a livello scolastico e ci sono stata malissimo (specialmente durante le scuole medie). Ora ho una consapevolezza diversa di me e voglio essere apprezzata come persona, non solo come studentessa.
E uno che e` una pippa a scuola cosa dovrebbe essere? Un reietto?
E' giusto lodare la meritocrazia, ma questo non significa denigrare chi non ce la fa.
C'e` un sacco di gente, ci sono moltissimi ragazzini (e molti di questi vengono a ripetizioni da me) che non hanno un briciolo di logica fisico-matematica ma non per questo sono dei disperati senza futuro.

Ma il post non vuole essere una lamentela del tipo "oh, me misera! Oh, te tisera..".

Andare male a scuola, non riuscire "in tempo" negli studi e` una caratteristica tipica di tutte le epoche e di tutte le eta`.
La maggior parte dei grandi personaggi dei romanzi ottocenteschi sono ragazzi in piena crisi ormonale, con grandi sogni di gloria e un pessimo rendimento. E infatti le scene tra gli istitutori e i ragazzi sono degli autentici capolavori di ironia e comicita`.
Perche` per loro questo non rendimento e` segno di patetico (pathos!) e romantico stile di vita e per i ragazzi di oggi e` segno di asineria?
O forse e` solo la nostra rilettura postuma a prendere queste caratteristiche? Siamo noi che, ritrovandoci in questi birboni, li difendiamo a spada tratta?
Eppure nessuno darebbe a Yanez, a Holden Caulfield, a Victor Frankenstine dello sfigato.
O forse lo farebbe lo studente inteligente ma pigro, sveglio ma sbruffone che siede all'ultimo banco e guarda fuori dalla finestra mentre la Professoressa spiega.  Perche` lui e` forte e intraprendente e ha capito il tal personaggio meglio di chiunque altro.

E le stesse cose si potrebbero dire per il copiare durante un compito, aspettare i suggerimenti durante un'interrogazione o il bigiare.
Ora la polemica e` questa, domani sara` un'altra.
Quindi, per favore, possiamo lasciare a chiunque la possibilita` di dire la sua ed evitare polemiche inutili?



Seya

domenica 22 gennaio 2012

io viaggio, tu viaggi, lei..

Mia zia ha deciso di regalare a me e mia cugina un viaggio da fare insieme. Al di là del fatto che quando ce lo ha comunicato su entrambe le nostre facce c'era scritto un "ma perchè devo andare con lei?", siamo un pò in imbarazzo nel decidere la destinazione.
Siamo due anglofiche ma, causa olimpiadi, abbiamo deciso di evitare Gran Bretagna e Irlanda, e quindi cosa fare?
Io ho proposto un weekend a New York mentre lei vorrebbe fare una settimana a Berlino e, magari, un altro weekend da qualche altra parte.
Il problema vero credo sia che, per quanto abbiamo interessi comuni e vite, più o  meno, simili, abbiamo 7 anni di differenza (lei è una neo trentenne, io navigo sui 22...e non dite che non si sente, perchè a volte mi sembra di parlare con mia madre!) e atteggiamenti diversi riguardo alle vacanze (lei tende alle vacanze organizzate con sua madre, io sono un'individualista).
Mah, fosse per me, prenderei un treno e mi fare un viaggio molto avventuroso senza mete...

Quindi, giro a voi la domanda: dove si potrebbe andare?



Seya

mercoledì 18 gennaio 2012

I'm not a fashion victim but...

Ho appena finito di guardare un documentario su rai5 sulla moda e quelli che sono i pezzi immortali ed immancabili in ogni armadio femminile (anche se alcuni pezzi sono unisex, anzi, secondo me sono molto maschili). E devo dire che, in effetti, non è poi così sbagliata come lista, anche se ci sono dei grandi assenti tra cui la camicia e gli stivali.
Ma andiamo con ordine:

10. The red lipstick (rossetto rosso)
foto: marilyn cover

Io non amo truccarmi e non ho la pazienza di stare dietro a sedute di make up troppo elaborate però è vero, il rossetto rosso fuoco, o meglio ancora un Rouge Allure di Chanel (questo), rende molto vampiresca, quasi vamp una donna, ma anche molto sensuale. Io di solito uso tinte più chiare oppure più vicine al bordeaux per due motivi fondamentali: sono pallida come un morto (e quindi ho le labbra estremamente rosse di natura) e ho una bocca a forma (più o meno) di cuore e quindi ogni tinta troppo accesa diventa facilmente volgare. Però per quelle poche volte che mi trucco (che mi truccano!) come si deve, vai con il rosso. Certo, mai esagerare!

9. Mini Skirt
foto: twiggy 

Ok, minigonne no grazie. Non amo le gonne in generale e se posso scegliere, indosso quelle lunghe comode, gitane e dai colori più strani. Però mi rendo conto di quale sia stata l'innovazione e la portata rivoluzionaria degli anni '60 quando in Inghilterra sono stati disegnati e prodotti i primi modelli. Certo comunque che a una bella minigonna su un bel paio di gambe lunghe non si rinuncia mai..ovviamente, non si rinuncia alle gambe!

8. Fedora (borsalino)
foto: bogart indiana jones marlene dietrich

Questo sì è il mio genere. A me piacciono molto i cappelli in genere ma trovo in borsalino un pezzo unisex capace di dare fascino indifferentemente dal contesto e dal look. Io ne ho uno nero in tessuto a righe preso orami molti anni fa in Florida. Anche se è un pò che non lo metto, fa sempre un bell'effetto. Si porta facilmente e senza troppi impedimenti e, soprattutto, attrae le giuste occhiate. Altro che portare a spasso il cane!

7. Bra (reggiseno)
foto: Adriana Lima Christina

Ok, qualcosa riguardo ai reggiseni l'avevo già detto qui. Io non li amo particolarmente e tendo a non indossarli spesso e volentieri però mi sendo conto che possano servire e siano anche molto belli. Ovviamente sono belli da vedere indossati da personaggi quali Adriana Lima o Ariadna Romero. Sicuramente quelle volte che li indosso, preferisco tenerli sotto ai vestiti e non metterlo in mostra, non sono Madonna (cito lei perchè è stata la prima negli anni '80 a mostrarlo, in maniera rivoluzionaria e perchè no, provocatoria).

6. Trench Coat (Impermeabile)
foto: bogart brad pitt

Mi piace. Indossato da un uomo, da un ragazzo, da un signore..secondo me è estremamente maschile, ed è giusto che resti tale anche se esistono modelli femminili (Jason Wu o Burberry) molto interessanti. Io non ne ho uno e mi è capitato raramente (in Italia credo addirittura mai) di vederlo indosso ad un uomo ma mi ispira in maniera incredibile perchè mi ricorda molto Bogart e i film di una volta. E' un'eleganza passata di una bellezza molto attuale. E' puro fascino.

5. Stiletto (tacco a spillo)
foto: tacchi

Che meraviglia! Diciamocelo, che figata. Il tacco a spillo, wah! Ok, per una che non ama comprare scarpe e che porta poco i tacchi (diciamo che l'essere alta 1.85 m e abitare in una città lastricata di sanpietrini non agevola) sembra quasi una barzelletta, ma i tacchi sono il mio genere di scarpa preferito. Ballerine, potete volare nella pattumiera (tanto non le porto), scarpe da ginnastica, per un giorno potete restare nell'armadio, ma tacchi a spillo, voi restate sempre fuori, sempre alla portata. Se poi sono montati su un paio di stivali neri, beh, siamo alla frutta!

4.  White tee (t-shirt bianca)
foto: James Dean Marlon Brando

Cos'è la cosa più comoda che avete nell'armadio? Cos'è la cosa che potete indossare in contesti diversi e risultare ora sexy, ora eleganti, ora sportivi, ora casual? Cos'è la cosa che costa poco ma vi sta sempre bene? La t-shirt bianca.
Ok, il bianco ingrassa e si sporca subito però, diciamocelo, non è mica male. Se poi la porta un bel ragazzo con un pò di muscoli, chi si lamenta? E se la porta una bella biondina con una camicia colorata aperta, chi non si gira a guardarla meglio?

3. Sunglasses
foto: Jackei Onassis tom cruise Tiffany

Gli occhiali da sole sono un must. Io li porto spesso anche in inverno perchè permettono di stare nel tuo mondo, dietro le lenti, e non far capire immediatamente a chi hai davanti che lo stai platealmente ignorando.
Se poi si aggiunge un pò di fotosensibilità e il riflesso della luce su ogni sucìperficie metallica della città, beh, sono indispensabili. A me non piacciono i modelli rayban o quelli anni '70 con la montatura in plastica e la lente grande (anche se, neanche a farlo apposta, sono il modello che mi sta meglio), e quindi indosso dei modelli più piccoli, più mascolini e dalle lenti nere come la notte. Altro che fumé!
 
2. Little black dress(Tubino nero)
foto: tiffany Coco

Altro capo non presente nel mio armadio ma che ammetto di apprezzare abbastanza specialmente per la varietà di modelli e la portabilità. E poi il nero smagra, mai dimenticarlo! Di questo pezzo mi è sempre piaciuta la storia: Chanel ha disegnato il primo modello per portare il lutto una volta morto il suo amore di tutta la vita, Boy Capel. E se non conoscete la storia, guardate questo film qui, secondo me molto ben fatto.

1. Jeans
foto: Jeams Dean Beckham Gale Harold

Ok, ecco un altro must. Chi non ha un paio di jeans nel suo armadio? Sono comodi, sempre alla moda, portabili ed economici. Anche se è difficile trovare il modello giusto, quello che proprio ci sta bene e fa risaltare le nostre forme. Io non lo ho ancora trovato. Tra tutti io preferisco i jeans chiari e un pò usurati anche se negli ultimi mesi sto riscoprendo i jeans blu notte, più che altro per un discorso di sporcizia (diciamocelo, gli autobus, i banchi dell'Università e le sedie dei bar non sono proprio lindi). Mi piacciono molto sia indossati dagli uomini (specialmente se un pò rotti e strappati..ah, il fascino del maschio alfa stronzo) sia dalle donne. E tra i vari modelli preferisco quelli un pò sgambati, quasi "a zampa di elefante". Non saranno molto chic e non faranno risaltare le forme come i più sexy "a sigaretta", ma vuoi mettere la comodità?




Seya

lunedì 16 gennaio 2012

come un pesce nella boccia

Tra venerdì e sabato è sorto un problema nelle mie orecchie, costringendomi ad andare al Pronto Soccorso per il dolore, ricevendo un codice bianco, bianchissimo, limpido!, appena arrivata e trasformato in codice rosso sangue una volta giunta dall'otorino.
L'esito di questa peripezia è la mia quasi totale sordità degli ultimi 3 giorni.
E diciamo che dove non ci si mettono i problemi fisici e le medicazioni a paraorecchi, ci si mette la volontà.
Passare tre giorni senza dover ascoltare...mi sembra quasi un sogno!
Ovviamente sorge anche un pò di noia, però vedo di considerare il bicchiere mezzo pieno.

E così nel mio mondo silenzioso mi sono messa a guardare il comportamento delle persone.
Delle persone in carne e ossa, ovvero i miei genitori, e di quelli della tv.
Forse per la prima volta ho studiato e osservato la gestualità di attori e conduttori, senza dover per forza sentire la loro voce, e per certi programmi è una benedizione. Ce ne sono di bravi, molto; ce ne sono di veramente incapaci.
E poi confrontare questi gesti con quelli naturali, quotidiani, dei miei ha un non so che di affascinante.

Per quanto mia madre trovi divertente parlarmi con un linguaggio dei segni tutto suo, divertentissimo, e molto comunicativo, trovo molto più spassoso affacciarmi alla porta della cucina e guardarli parlare, dicutere, mentre lei lava i piatti e lui asciuga.
L'argomento, sempre quello, è la lavastoviglie che ci ha abbandonato dopo 14 anni.
Lei lava veloce e attenta, poi si porta il polso verso la fronte e scosta una ciocca di capelli, che puntualmente le ricade sul volto. E nel frattempo si gira, torcendo il collo, e con la sua solita foga, la sua voce alta, parla, decide, convince. Sì, perchè qui è lei che porta i pantaloni. Più che altro è l'unica in casa con i piedi per terra, da bravo capricorno con due gemelli per marito e figlia.
Lui sposta il peso sui piedi in maniera ritmica, quasi musicale, e distrattamente asciuga i piatti mentre cerca di parlare della sua giornata e del suo lavoro (e si capisce che parla di queste cose perchè ride e allunga le mani come ad imitare gli operai delle diverse fabbriche con cui collabora) e, contemporaneamente, di replicare alla moglie.
Lui dice qualcosa che lei non apprezza e subito si nasconde ridendo più con gli occhi che con la bocca, nascondendosi dietro al canovaccio. Mamma invece si ferma, si gira di tre quarti e scrolla le spalle mentre il suo sguardo si sofferma perplesso sul marito.
Io rido e loro si girano verso di me.
E mi mettono a lavare i piatti da sola, mentre loro tornano in salotto, lui con il braccio sulle spalle di lei, per guardare la tv e sentire il telegiornale.
La scusa? "tanto tu non ci senti!"


Seya